Home Personale Comitato Dirigenti Fuori Regione: manifestazione di protesta

Comitato Dirigenti Fuori Regione: manifestazione di protesta

CONDIVIDI
  • Credion

Il Comitato Dirigenti Scolastici Fuori Regione, attraverso un comunicato, fa sapere che, a causa del reclutamento dei dirigenti scolastici del 2017, che ha determinato l’assegnazione della loro sede ad oltre 1200 fuori regione, ha indetto una manifestazione, senza il supporto di nessuna sigla sindacale, per il 30 marzo 2021, dalle ore 10,30 alle ore 17,30, denominandola “Giornata per la mobilità dei Dirigenti scolastici fuori sede”.  

Secondo quanto è dato sapere la faccenda è alquanto antica, come appare da un nostro precedente articolo su questo portale. 

In altri termini, i dirigenti assunti nel settembre del 2019 lamentano, come anche la Repubblica ha scritto, una differenza di trattamento con i loro colleghi in graduatoria, i quali nonostante siano stati  “collocati nella parte bassa, il prossimo settembre potrebbero essere immessi in ruolo nella propria regione”, mentre loro rimarrebbero nelle sedi più distanti.

Fermo restando che nessuna colpa muovono a questi colleghi e lungi dall’innescare una “guerra tra poveri”, chiedono soltanto che siano corretti gli oggettivi errori commessi a seguito di un reclutamento disastroso.

Si legge su Repubblica: “Per la prima volta, dopo circa vent’anni di concorsi su base regionale, nel 2017 la selezione dei capi d’istituto avviene su base nazionale: chi vince sceglie tra le sedi libere a livello nazionale, ovviamente in base alla propria posizione in graduatoria. I primi 2.416, poi incrementati dalle rinunce, ad essere assunti nel 2019/2020 furono inviati dove c’era posto: in tutte le regioni. Poi, i posti vennero estesi “e gli ultimi – spiega uno dei dirigenti coinvolti- potrebbero essere assunti nella regione di residenza”.

“E’ in questo modo – si chiede – che viene riconosciuto il merito di esserci piazzati prima nella graduatoria?” “Sono state cambiate le regole del gioco a partita in corso”, questa la conclusione.

“Sottolineiamo -precisa il comunicato- che sappiamo di essere noi stessi l’Amministrazione e, per rispetto alla stessa, non intendiamo sollevare inutili proteste. Piuttosto, con un forte spirito costruttivo, facciamo affidamento su un’analisi oggettiva della questione, che punti ad una reale e corretta risoluzione del problema, e nella volontà politica del Ministro, che ha già mostrato stupore sulla vicenda e interesse affinché si trovi una soluzione”.