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Con la DaD la salute degli studenti è a rischio. Lo dicono gli esperti

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Non si tratta certo di una novità e nemmeno di un capriccio del Governo: con la didattica a distanza per tutte le scuole superiori e nelle zone rosse anche per le seconde e terze medie, previsto dal nuovo Dpcm, l’allarme per la salute degli studenti è però alto.

Sono infatti molti gli esperti che, pur riconoscendo la necessità delle lezioni a distanza vista la situazione critica legata al covid-19, non nascondono dubbi e perplessità sulla ricaduta che la Dad possa avere sui ragazzi a livello psico-fisico.

I dubbi di Villani e Richeldi (Cts)

Anche dal Comitato Tecnico Scientifico si è sollevato il problema: il pediatra Alberto Villani e il pneumologo Luca Richeldi, entrambi membri del Cts, segnalano i rischi psicologici per la fascia di adolescenti 12-19 anni: “Hanno già subito un importante impatto nel periodo finale dello scorso anno scolastico“, si legge su La Repubblica. “Bisogna garantire la frequenza in presenza, soprattutto nelle fasce di popolazione più fragili, è fondamentale non solo per la formazione scolastica, ma anche per il benessere psicofisico di questa fascia di popolazione giovanile“.

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Allarme alimentare

Ma gli allarmi sono di diversa tipologia. C’è anche da evidenziare infatti le ricadute che la Dad può avere conseguenze dal punto di vista dell’alimentazione. Infatti, nel corso dello scorso lockdown “si è innescato quel fenomeno dannoso per la salute che si chiama effetto yo-yo, cioè l’oscillazione del peso, con una serie di aumenti e diminuzioni sulla bilancia“, afferma il pediatra Italo Farnetani, docente della Libera università degli Studi di scienze umane e tecnologiche di Malta, che ha realizzato un’indagine interrogando colleghi in varie parti d’Italia. “Un problema che rischia di ripetersi adesso, con i nuovi lockdown locali e l’estensione della didattica a distanza“, dice il medico.

Per quanto riguarda gli adolescenti, Farnetani ritiene che “con la didattica a distanza non credo che aumenteranno di peso. Piuttosto c’è il rischio che, mangiando qualcosa fuori pasto, riducano i cibi introdotti durante i pasti principali o che, come avviene spesso, seguano diete ‘fai da te“‘, avverte l’esperto.

Ecco perchè, spiega il medico all’AdnKronos, “il principale compito spetta alla famiglia: spiegare l’opportunità e l’importanza di introdurre una quantità di cibo sufficiente, soprattutto per le ossa, quando c’è un organismo in fase di sviluppo. Dunque mai rinunciare al latte, ai formaggi, e ricordate che una dieta sana e variata – dice Farnetani – garantisce anche una bella pelle, argomento che è sempre di molto interesse per i giovanissimi“.

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