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Concorso dirigenti 2017 a base di prove d’esame, ricorsi e sanatorie: sarà questo lo schema per il futuro?

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La pubblicazione odierna del decreto ministeriale del 6 giugno scorso che dovrebbe dare avvio al percorso riservato per i docenti che non avevano superato le prove del concorso per dirigenti scolastici bandito nel 2017 è stata accolta da una mezza standing ovation della maggioranza.

La senatrice Ella Bucalo, componente della Commissione Cultura e Istruzione del Senato e responsabile della Scuola per FDI, dichiara:  “Il lavoro fin qui svolto e le battaglie sino ad oggi portate avanti da Fratelli d’Italia cominciano a dare i loro frutti. Con la pubblicazione del Decreto si mette definitivamente la parola fine ad uno dei concorsi più discussi degli ultimi anni. Iniziata nel 2017, la selezione ha visto la partecipazione di oltre 34.000 mila aspiranti per la copertura di poco più di 2.400 posti di Dirigente Scolastico in tutto il territorio Nazionale ed è balzata più volte agli onori della cronaca per i tanti ricorsi avanzati dai candidati esclusi”.
“Un emendamento di Fratelli d’Italia al “Milleproroghe”  – spiega Bucalo – aveva aperto la strada per sanare la situazione. La pubblicazione del decreto oggi concede una nuova possibilità a tanti professionisti allora esclusi. Non posso che esprimere grande soddisfazione per un risultato che rimette al centro della selezione ordine ed equità.”


Viva soddisfazione viene espressa anche dai parlamentari della Lega Roberto Marti e Rossano Sasso, rispettivamente presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama e capogruppo della commissione Cultura alla Camera: “Con la pubblicazione del Decreto per il concorso riservato ai candidati Dirigenti Scolastici nel 2017, produce finalmente i suoi frutti una battaglia parlamentare iniziata dalla Lega nel 2019 e completata pochi mesi fa con un’azione emendativa al Senato. Un concorso, quello del 2017, lo ricordiamo, caratterizzato da mille ombre e che ha escluso ingiustamente numerosi professionisti della scuola che adesso, grazie alla nostra azione, avranno una nuova possibilità di misurarsi ed essere valutati. Questa volta ci auguriamo con la massima trasparenza. Le nostre scuole hanno bisogno di persone preparate, motivate e pronte a guidare la comunità e il futuro dell’istruzione. Un’altra promessa mantenuta”.

Di fatto la vicenda si conclude con una operazione che i diretti interessati (e gli stessi politici) non vogliono definire sanatoria ma che comunque ci assomiglia molto.
In questi mesi infatti in molti si sono affrettati a dire che il provvedimento messo in atto non è altro che una misura presa per difendere il Ministero stesso dai numerosi errori della procedura concorsuale.
Ma, se prendiamo per buona questa spiegazione, allora vorremmo anche legittimamente avere due risposte su altrettante questioni: se si parla di errori dell’apparato potremmo sapere se i responsabili degli errori sono stati individuati e sanzionati?
E ancora: potremmo anche sapere quali misure il Ministero intende adottare per evitare che errori analoghi si ripetano in futuro o dobbiamo rassegnarci all’idea che d’ora in avanti i concorsi pubblici avranno strascichi nei tribunali e in parlamento?