Home Attualità Coronavirus, come gestire gli spostamenti degli studenti per i PCTO?

Coronavirus, come gestire gli spostamenti degli studenti per i PCTO?

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Una delle attività che genera mobilità per gli studenti delle scuole secondarie superiori di secondo grado è l’ex alternanza scuola lavoro, ora PCTO.

PCTO: la mobilità è la regola

La normativa ha previsto un minimo di monte ore predefinito che dipende dagli indirizzi di studio da completarsi nel triennio conclusivo (al professionale esiste la possibilità anche di iniziare nel secondo anno). Molte di queste ore sono svolte in azienda che spesso si trovano fuori dalla regione dell’istituto scolastico organizzatore o addirittura all’estero.

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Esiste peraltro la possibilità di predisporre un percorso anche utilizzando i progetti PON che però vanno definiti in maniera coerente con le competenze che s’intendono far conseguire agli allievi. Molti istituti scolastici in questo periodo hanno già definito le attività di PCTO che in genere si collocano per la maggior parte del monte orario nella seconda parte dell’anno scolastico.

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Fra l’altro, poiché nella stessa nuova terminologia si parla di PCTO (percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) e non solo più di ASL (alternanza scuola lavoro), è giusto anche considerare la parte relativa all’orientamento come ad esempio le visite in centri universitari e/o di ricerca.

Coronavirus e PCTO: come si orienterà il Miur?

Le disposizioni che impediscono i viaggi e dunque gli spostamenti degli studenti a causa dell’emergenza coronavirus, pongono una questione che il MIUR al più presto dovrà affrontare, ed è la seguente: cosa fare in caso di attività in corso e/o imminenti da svolgersi? Il problema si pone soprattutto per gli studenti dell’ultimo anno che dovranno affrontare gli esami di maturità e sono tenuti a completare il monte ore. Per gli altri la possibilità di recuperare gli anni successivi è la prima soluzione che viene in mente e comunque facilmente percorribile.

Il MIUR non potrà certo trascurare questi casi che richiedono direttive nazionali non essendo sufficiente una decisione autonoma da parte delle istituzioni scolastiche.

Senza trascurare gli impegni economici assunti che richiedono delle motivate ragioni per essere disattesi in caso di sospensione o annullamento delle attività.

 

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