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Covid, a scuola solo il 2% dei focolai: lo dice l’Istituto Superiore di Sanità (ma senza contare i contagi fuori gli istituti e sui trasporti)

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Sul ritorno a scuola degli studenti delle superiori, i dati forniti dall’Istituto superiore di Sanità sembrano dare ragione al governo Conte che spinge per il rientro il 7 gennaio: un Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità che analizza l’andamento epidemiologico dei casi di Covid-19 in età scolare (3-18 anni), nel periodo 31 agosto-27 dicembre 2020, ha evidenziato che nelle scuole si sono sviluppati solo il 2% del totale dei focolai segnalati a livello nazionale. In ambito scolastico complessivamente sono stati rilevati 3.173 focolai.

Più casi tra gli adolescenti

Inoltre, la maggior parte dei casi in età scolare (40%) si è verificata negli adolescenti di età compresa tra 14 e 18 anni, seguiti dai bambini delle scuole primarie di 6-10 anni (27%).

A seguire, hanno fatto registrare maggiori numeri di contagi al Coronavirus i ragazzi delle scuole medie di 11-13 anni (23%) e dai bambini delle scuole per l’infanzia di 3-5 anni (10%).

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I picchi di incidenza

Sempre secondo la ricerca dell’Iss, i picchi di incidenza più alti sono stati riscontrati in Valle d’Aosta (circa 200/100.000) nella classe di età 14-18 anni e in Lombardia, Liguria, PA Bolzano (intorno a 100/100.000) nelle fasce di età 14-18 e 11-13.

Nel mese di settembre, si legge nel documento, l’età media dei casi in età scolare è stata di circa 12 anni, per poi aumentare leggermente nel mese di ottobre e tornare al valore precedente a novembre e dicembre.

La distribuzione dei casi tra femmine e maschi è risultata totalmente bilanciata a livello nazionale, ma con lievi differenze a livello regionale, talvolta con percentuali un po’ più alte per i maschi nel mese di settembre, prima della riapertura delle scuole.

L’andamento registrato

Da metà settembre (riapertura delle scuole 14-24 settembre), si è osservato un aumento progressivo dei casi giornalieri diagnosticati in bambini e adolescenti dai 3 ai 18 anni di età, che ha raggiunto la fase di picco dal 3 al 6 novembre (oltre 4.000 casi).

Successivamente la curva ha iniziato progressivamente a scendere, con un andamento simile a quello della popolazione generale.

Considerando l’andamento della curva epidemiologica per classi di età, il picco è stato raggiunto prima per gli adolescenti di 14-18 anni (quasi 2.000 casi) e 11-13 anni (oltre 1.000 casi) dal 27 al 30 ottobre. Seguiti dai bambini delle scuole primarie di 6-10 anni (oltre 1.100 casi) dal 3 al 6 novembre, e dai bambini delle scuole per l’infanzia di 3-5 anni (circa 400 casi) dal 9 all’11 novembre.

Dal calcolo esclusi gli assembramenti fuori scuola

È bene specificare che quelli emessi dall’Istituto superiore di Sanità sono i dati ragionali e nazionali relativi ai contagi sviluppati all’interno degli istituti scolastici.

Non rientrano in questa casistica, quindi, le trasmissioni di eventuali contagi derivanti da relazioni sviluppate al di fuori degli 8.200 istituti scolastici e, soprattutto, dalla frequentazione dei mezzi di trasporto per gli studenti delle superiori (andata avanti sino alla terza decade di ottobre).

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