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Covid, l’ira dei “No vax”: si rischia più in motorino, come Auschwitz, “Salvate i bimbi, i vax uccidono”. Bianchi: nessuna disfunzione

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I ‘No vax’ non si arrendono. E le scuole e gli atenei continuano a rappresentare un luogo per ribadire la loro contrarietà al vaccino anti-Covid. “Salvate i bimbi. I vax uccidono“, è la scritta comparsa il 29 ottobre a Torino, sul marciapiede davanti a un ingresso di una scuola in corso Matteotti. Nei giorni scorsi era accaduto davanti al liceo D’Azeglio. Accanto alla scritta c’era il simbolo dei Vi-Vi, gruppo che nelle chat ha rivendicato numerose azioni analoghe in diverse località italiane soprattutto del Nord.

Il prof Dominici: il vaccino anti Covid non è sperimentato

Ad opporsi alle vaccinazioni, in particolare tra i giovani, sono anche persone di cultura, che non hanno problemi a dichiararlo e a spiegarne i motivi. Come il professore Gandolfo Dominici, docente di economia dell’Università di Palermo e noto per avere accostato il vaccino ad Auschwitz.

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Secondo il prof, scrive l’Ansa, “il vaccino contro il Covid non si può paragonare agli altri ampiamente sperimentati nell’interesse della salute pubblica”, perché, ha sottolineato, “non assicura l’immunità dal contagio. Vaccinarsi deve essere una scelta personale, che va basata anche sul parere medico rispetto alla situazione personale valutando il fattore rischio-beneficio”.

Non serve per respingere i contagi

Il professore ha detto di essere contrario a quanto sostengono esperti e virologi, che chiedono “il Green pass pure agli studenti il cui rischio sanitario per il Covid, come è dimostrato dai dati, è quasi nullo: a 20 anni si rischia di più andando in motorino“.

Per il docente universitario è “inconcepibile che in una sedicente democrazia liberale i diritti costituzionali vengano subordinati ad un lasciapassare, non esiste più lo statuto albertino con diritti concessi dal sovrano. Si spinge alla vaccinazione con un vaccino che non contiene i contagi; per tutelare la salute pubblica andrebbe fatto il test salivare per non essere troppo invasivo, in tutti i luoghi a rischio”.

Il riferimento all’Olocausto

Sul paragone con Olocausto e Auschwitz, Dominici ha spiegato: “Prima di arrivare alla soluzione finale, all’Olocausto ci sono stati diversi passaggi: prima la demonizzazione, poi si doveva avere la tessera per esempio in Italia quella del partito fascista”.

Secondo Dominici, “iI Covid è una malattia che mette a rischio soprattutto soggetti con determinate patologie pregresse, non esiste il rischio zero, ma non c’è un rischio grave per un ventenne o trentenne“.

E alla domanda se lui ha fatto il vaccino Dominici ha replicato: “Non rispondo. E’ quello per cui mi batto, il fatto che sia vaccinato o meno sono affari miei“.

Il ministro: a scuola tutto a posto

Proprio sulla questione degli insegnanti ‘No vax’ e ‘No Green pass’ è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione: il numero uno del dicastero bianco di Viale Trastevere lo ha fatto parlando a margine di un incontro ad Arezzo tra associazioni di studenti e docenti, sindacati, dirigenti scolastici, Regione Toscana e Ufficio scolastico territoriale.

“Abbiamo fatto una piattaforma che permette a ogni preside di sapere la mattina esattamente chi è presente”, e comunque “non ci sono state disfunzioni in nessuna parte del Paese“, ha concluso Bianchi.

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