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Covid scuola, perché in molte classi mancano i sistemi di aerazione?

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Perché mancano i sistemi di aerazione nelle scuole? Perché i fondi ricevuti dai dirigenti scolastici con il Decreto Sostegni bis hanno varie destinazioni d’uso e le scuole hanno ognuna la propria scala di priorità. Un tema, quello delle misure anti contagio nelle scuole, che continua a essere al centro dell’attenzione, anche alla luce delle ultime dichiarazioni di Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale Oms.

“Ogni Paese deve tracciare una via d’uscita dalla fase acuta della pandemia con un approccio attento e graduale”, ha esortato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel suo discorso alla 150esima sessione dell’Executive Board dell’Oms. E pur riconoscendo che “non ci sono risposte facili” assicura: se i Paesi utilizzano le strategie e gli strumenti oggi disponibili “in modo completo possiamo porre fine alla fase acuta della pandemia quest’anno: possiamo porre fine a Covid come emergenza sanitaria globale e possiamo farlo” nel 2022.

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“Per cambiare il corso della pandemia, dobbiamo cambiare le condizioni che la stanno guidando – aggiunge -. Molti governi stanno camminando su un filo, cercando di bilanciare ciò che è efficace contro il virus con ciò che è accettabile per la società“.

Insomma, per il direttore Oms bisogna imparare a convivere con il virus mettendo a regime le soluzioni migliori e più percorribili per la società.

E la scuola?

Sul fronte scolastico, quali potrebbero essere le soluzioni che ci consentano di imparare a convivere con il Covid in modo efficace ma accettabile? Ad oggi la strategia unica è stata vaccini più DaD all’occorrenza. Ecco, la DaD è di certo efficace nel contenimento del virus ma non è percorribile, perché impone un prezzo sociale troppo elevato, specie per gli adolescenti, ma non solo, dato che, come più volte riferito anche tra gli insegnanti si rileva un elevatissimo stress legato alle difficoltà organizzative della DaD (e ancora di più della didattica mista, con parte degli alunni in classe e parte a casa) e alla frustrazione dovuta alla insufficiente resa didattica di questo strumento.

Le soluzioni che a regime permetterebbero di contenere gli effetti del virus le conosciamo bene: accanto ai vaccini avrebbero un ruolo fondamentale la riduzione della classi pollaio (e quindi lo sdoppiamento delle classi) e i sistemi di aerazione in tutte le aule.

Il ministero dell’Istruzione si giustifica affermando che sul fronte della riduzione delle classi pollaio si è intervenuto con uno stanziamento di 40 milioni di euro. Il problema è che questa stanziamento consente di agire solo negli istituti che si trovano in aree di maggior disagio e in cui gli indici di dispersione scolastica sono più elevati. 

Quanto ai sistemi di aerazione, si sono stanziati 350 milioni di euro con il decreto cosiddetto Sostegni bis. Ma anche in questo caso, il fondo non è stato costituito specificamente per i sistemi di aerazione ma per agire su tutte le emergenze scolastiche in pandemia.

Antonello Giannelli

Su questo tema, di recente ha detto la sua Antonello Giannelli, che in comunicato charisce: “È ben noto che la legge 23/1996 attribuisce la competenza a installare qualsivoglia impianto nelle scuole esclusivamente agli enti locali, non certo alle istituzioni scolastiche. Inoltre, la disposizione di legge che elenca con precisione le destinazioni di spesa di quei 350 milioni è il comma 4-bis dell’articolo 58 del decreto-legge 73/2021 che non menziona tali impianti, bensì: 

a) acquisto di servizi professionali, di formazione e di assistenza tecnica per la sicurezza nei luoghi di lavoro, per la didattica a distanza e per l’assistenza medico-sanitaria e psicologica nonché di servizi di lavanderia e di rimozione e smaltimento di rifiuti; 

b) acquisto di dispositivi di protezione, di materiali per l’igiene individuale e degli ambienti nonché di ogni altro materiale, anche di consumo, utilizzabile in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID19;  

c) interventi in favore della didattica degli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento e altri bisogni educativi speciali; 

d) interventi utili a potenziare la didattica, anche a distanza, e a dotare le scuole e gli studenti degli strumenti necessari per la fruizione di modalità didattiche compatibili con la situazione emergenziale nonché a favorire l’inclusione scolastica e ad adottare misure che contrastino la dispersione scolastica;  

e) acquisto e utilizzo di strumenti editoriali e didattici innovativi;  

f) adattamento degli spazi interni ed esterni e delle loro dotazioni allo svolgimento dell’attività didattica in condizioni di sicurezza, compresi interventi di piccola manutenzione, di pulizia straordinaria e sanificazione, nonché interventi di realizzazione, adeguamento e manutenzione dei laboratori didattici, delle palestre, di ambienti didattici innovativi, di sistemi di sorveglianza e dell’infrastruttura informatica.”