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Covid sopra i 20 mila casi al giorno, Fedriga (Fvg): chiudete le scuole, aprite le fabbriche

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Il Comitato tecnico scientifico si esprima al più presto sui rischi effettivi derivanti dall’apertura delle scuole. Lo chiedono diversi governatori, dopo la decisione dei ministri Gelmini, Speranza e Bianchi di rivolgersi al pool di esperti, coordinato da Agostino Miozzo, perché realizzi uno studio sulla situazione epidemiologica nelle scuole, anche alla luce della diffusione delle nuove varianti del Covid.

Fedriga: prima il lavoro

Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia ritiene che “la scuola oggi purtroppo è un vettore di contagio importantissimo” ed è aperta, mentre “ci sono invece attività, anche piccole o parziali che però non comportano rischi” e rimangono chiuse.

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Sarebbe stato “assolutamente” giusto, invece, fare il contrario, ha sottolineato Fedriga.

“Io vengo – ha aggiunto – da una terra, il Friuli Venezia Giulia, dove c’è stato il terremoto e i nostri padri con estrema responsabilità hanno detto ‘nella ricostruzione prima le fabbriche, poi le case e poi le chiese’. Se noi teniamo chiuse le attività lavorative per tanti mesi, oltretutto neppure parzialmente o con limitazioni, vuol dire il fallimento di queste attività”.

“Io preferisco, purtroppo dovendo scegliere, un ragazzo che fa la didattica a distanza ma che ha il papà e mamma che possono lavorare e portare i soldi a casa per mantenerlo, rispetto a un ragazzo che fa la didattica in presenza ma i genitori non lavorano e non hanno di che mantenersi”. Insomma, secondo Fedriga, dietro la decisione di tenere le scuole aperte, c’è solo tanta “ipocrisia che è andata avanti per mesi”: “una scelta ideologica” da cui bisogna prendere le distanze.

Zaia: chiudere una scuola è una sconfitta, ma…

Non molto distante è la posizione di del governatore del Veneto Luca Zaia “Il contagio cresce”, siamo ormai sopra ai 20 mila casi al giorno, “ed è fondamentale e urgente che ci sia una valida espressione della comunità scientifica circa l’apertura delle scuole”, ha detto all’Ansa.

Zaia ha rivelato di avere chiesto lui stesso “formalmente, nella riunione tenutasi in settimana tra la Conferenza delle Regioni e delle Autonomie Locali e il Governo, con i ministri Gelmini e Speranza, che il Cts si esprima ufficialmente sull’opportunità di tenere le scuole aperte, a fronte di notizie che la comunità scientifica sta diffondendo su una possibile terza ondata del virus”.

È un atto dovuto, ha sottolineato Zaia, anche “alla luce dell’evoluzione della situazione, nella quale varie Regioni d’Italia sono passate in arancione, e altre rischiano di diventarlo a breve”.

Secondo il presidente della Regione Veneto “chiudere una scuola è una sconfitta, ma è pur vero che in questa fase dobbiamo avere la certezza assoluta che non si crei un effetto leva nella diffusione del contagio. Chiedo quindi al Governo che rinnovi la richiesta al Cts perchè ci possa essere al più presto una loro netta determinazione in merito”.