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Covid variante Delta, quale scuola a settembre? Figliuolo vuole studenti vaccinati, l’Oms test molecolari pure sui prof

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Gli Esami di Stato non sono ancora finiti, ma l’attenzione è già tutta spostata sul nuovo anno scolastico e lo svolgimento delle lezioni in sicurezza. Su questo punto, sulla convivenza con la variante Delta che sembra attecchire soprattutto sui giovani, ha parlato anche il commissario straordinario all’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, sostenendo che sui giovani “dobbiamo fare in modo che quando si arriva all’apertura dell’anno scolastico la maggior parte sia messa in sicurezza, ma questo deve nascere oltre che dalle dosi anche da un convincimento dei ragazzi (over 12 ndr) e dei genitori che vaccinarsi è importante, è utile ed è importantissimo per ripartire in maggior sicurezza”.

Il generale: a fine settembre 80% italiani vaccinati

Sulle dosi di vaccino anti-Covid disponibili, il generale ha fornito delle rassicurazioni: “sono assolutamente sufficienti per mantenere il ritmo di 500mila dosi al giorno medie, che ci porteranno a fine settembre a raggiungere il traguardo dell’80% degli italiani vaccinabili vaccinati”.

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”Noi – ha aggiunto Figliuolo – vacciniamo chiunque debba essere vaccinato dovunque esso sia, è chiaro che poi ci sono da allineare i sistemi informativi, le Regioni lo stanno facendo, la struttura commissariale ribilancia dosi. Noi le dosi ce le abbiamo per tutti”, ha sottolineato il commissario.

Sull’argomento si è espresso anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, secondo il quale “quest’anno prevediamo di avere ad ottobre una crescita dei contagi, ma come sta avvenendo in Inghilterra siamo fiduciosi che non ci sarà una ospedalizzazione connessa all’aumento. Dobbiamo essere prudenti e attenti”.

“L’estate scorsa – ha ricordato il governatore – mentre io parlavo di certezza di seconda ondata, tant’è che non volevo fare le elezioni, c’è chi invece diceva di non preoccuparsi che sarebbe andato tutto bene. Eravamo consapevoli che non sarebbe stato il turismo l’innesco della seconda ondata, e non è stato così. La seconda ondata è partita con la riapertura delle scuole”.

Bernini (Fi): manca l’ultimo step

Anche secondo la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, “occorre uno sforzo comune in questa direzione, mentre appaiono fuori luogo e fuori misura gli allarmi di chi già predice un nuovo lockdown in autunno: i necessari appelli alla responsabilità non possono trasformarsi in terrorismo psicologico”.

“Il commissario Figliuolo – ha continuato la forzista – assicura che le dosi di vaccino ci sono per tutti, che la media di 500 mila dosi al giorno continuerà e che la fine della campagna avverrà nei tempi previsti, ossia entro settembre. Ora per mettere in sicurezza il Paese va compiuto l’ultimo step, convincendo a vaccinarsi gli anziani che ancora mancano all’appello e i più giovani prima del ritorno a scuola”.

I numeri rassicuranti

I dati del contagio da Covid-19 in Italia, nel frattempo, sono parzialmente rassicuranti: solo 6 su 10 italiani dai 12 anni in su (33.823.702 persone) hanno infatti effettuato la prima dose di vaccino. Il dato è contenuto nel report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica, Facoltà di Economia, campus di Roma (Altems).

Secondo Americo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica, “questo dato indica un buon andamento delle vaccinazioni, ma con l’allentamento delle restrizioni e le variabili del virus in circolo sono ancora poche le persone vaccinate”.

Intanto, l’indice di positività al test per il coronavirus, si sottolinea nel Rapporto, è pari al 1,91%: risulta positivo al coronavirus, dunque, circa 1 paziente su 50 nuovi soggetti testati, in calo rispetto alla settimana precedente (1 su 41).

Oms punta su test molecolari o antigenici

Sulla possibile recrudescenza del Covid-19 si è espresso anche l’ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità: l’Oms sostiene che occorre puntare “su test molecolari o antigenici dovrebbero da effettuare nelle scuole, anche se non ci sono studenti o insegnanti positivi”.

“In tal modo – ha continuato l’Organizzazione mondiale della sanità – si potrà evitare di dover fare ricorso a nuove sospensioni delle lezioni in presenza e alla didattica a distanza nel caso di nuove ondate della pandemia da Covid-19”.

In Italia solo a parole

Durante l’ultimo anno e mezzo caratterizzato dal Covid, in Italia si è parlato più volte dell’attivazione di test antigenici o molecolari, anche se solo a campione: finora, però, non si è andati oltre a qualche estemporanea iniziativa territoriale, dovuta alla volontà degli enti locali che hanno provveduto a sollecitare le Asl di competenza.

“I mesi estivi offrono ai governi un’occasione d’oro per mettere in pratica una serie di misure che contribuiranno ad abbassare i tassi d’infezione e ad evitare di ricorrere nuovamente alla chiusura delle scuole”, ha detto il direttore per l’Europa dell’Oms, Hans Kluge, aggiungendo che la chiusura delle scuole ha avuto “un effetto nefasto sull’istruzione e il benessere sociale e mentale dei nostri bambini e giovani”.