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Cyberbullismo inarrestabile: raddoppiato con la pandemia

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Massacrato con una raffica di pugni in pieno volto e poi il video, girato dal branco che si godeva lo spettacolo di inaudita violenza, è stato postato sui social: è questa la caratteristica principale del cyberbullismo, la ripetizione della violenza che la rafforza e la rende incontrollabile. 

È questo l’ultimo episodio, narrato dalla Stampa, accaduto in una cittadina del Casertano. 

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Il report, presentato dalla Polizia in occasione del suoi 169 anni, rivela che sono in aumento i reati legati a internet e nel 2020, nello specifico, sono stati “118 i minori denunciati all’Autorità Giudiziaria per condotte delittuose riconducibili al fenomeno del cyberbullismo e 412 i casi complessivamente trattati”. I più colpiti nel 2020 sono stati i più piccoli: bambine e bambini sotto i 10 anni sono quasi raddoppiati, passando da 28 nel 2019 a 52. 

La pandemia, inoltre, avrebbe contribuito ad allargare il fenomeno, come dimostra una ricerca realizzata dall’Istituto Piepoli per il Moige.

Non avendo altro sfogo, i ragazzi si sarebbero concentrati moltissimo sui cellulari (+65%). Da qui un maggiore isolamento visto che il 59% sta davanti al pc da solo. Il 20% dei ragazzi inoltre non saprebbe stare un’ora senza smartphone; 3 su 4 controllano continuamente le notifiche, 1 su 3 dà il numero di cellulare agli sconosciuti e il +48%, ammette di non sapere come gestire un episodio di bullismo. 

E ancora, secondo l’Osservatorio di Terres des Hommes, in collaborazione con ScuolaZoo,  il 60% di ragazzi e ragazze tra i 13 e i 23 anni ha subito atti di bullismo e cyberbullismo sui social; il 68% ha assistito a episodi simili e il 42% ha subito violenza psicologica dai propri coetanei. E secondo l’Osservatorio InDifesa sei ragazzi su dieci non si sentirebbero sicuri nelle loro interazioni sui social e sulle app di incontri. 

Al fine di contrastare il fenomeno sono state stilate le “Linee di Orientamento 2021 per la prevenzione e il contrasto del Bullismo e Cyberbullismo” destinate alle scuole con indicazioni di strumenti utili e buone pratiche alla lotta anche attraverso la Piattaforma Elisa della Polizia.