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Decurtiamo lo stipendio ai docenti che non torneranno ad insegnare il 7 gennaio!

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Sono un genitore che già in passato si è rivolto alla vostra redazione per esprimere il proprio punto di vista, frutto di incessanti consultazioni con altri genitori, in materia scolastica.

Sono rimasto a lungo silente, ma ora non ce la faccio più. Sono solito controllare varie pagine dove si esprimono docenti e trovo davvero squallido e vergognoso vedere quanti di loro non abbiano alcuna voglia di tornare a scuola in presenza il 7 gennaio.

Nonostante questa loro posizione sia decisamente disonorevole e disdicevole per la categoria, che spero non sia compatta in tal senso, non provano nessuna vergogna a sostenere le loro idee, anzi non esitano ad attaccare la Ministra con beceri pretesti!

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In un’Italia in cui tantissime persone hanno perso il lavoro (a titolo esemplificativo, nel solo settore della ristorazione ci sono stati quasi 160.00 licenziamenti) e tanti liberi professionisti (come il sottoscritto) stentano ad arrivare a fine mese, lorsignori, belli comodi con il loro stipendio pubblico, preferiscono rimanere a lavorare da casa, infischiandosene degli evidenti limiti della didattica a distanza, che penalizzano la nostra risorsa più grande: i ragazzi, il nostro futuro.

E allora si prenda in seria considerazione la mia proposta. Il Ministero, tramite un controllo mediante gli Usp provinciali si attivi ad individuare e conseguentemente a decurtare lo stipendio di tutti quei docenti che esprimeranno contrarietà al ritorno a scuola il 7 gennaio! Come noi tutti facciamo sacrifici, è giusto che li facciano anche i docenti.

In materia di concorsi, invece, si sta verificando quanto da me già previsto in precedenza. Stanno trapelando i primi risultati del concorso straordinario per i precari “storici” e sta emergendo come, in gran parte, i candidati siano stati bocciati.

Ciò rafforza la posizione di noi genitori, ovverosia che l’anzianità di servizio non sia indicatrice di preparazione, e che in quanto contribuenti pubblici pretendono che venga rispettato l’articolo 97 della Costituzione: a scuola si entri per concorso ed in cattedra vadano i più preparati e motivati, meglio se giovani e con voglia di lavorare.

Giorgio Fantino

Preparazione concorso ordinario inglese