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Didattica a distanza, il Sisa proclama sciopero per il 15 maggio: “I docenti spengano il pc e guardino il cielo”

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Il sindacato Sisa promuove un’attività di mobilitazione per il 15 maggio.

Fin da gennaio, quando il 15 maggio 2020 è stato annunciato come una nuova tappa del movimento globale per un mondo rispettoso dell’ambiente abbiamo deciso di scioperare, perché ci pare da tempo urgente una nuova consapevolezza ecologica, a partire dalla scuola, noi del SISA abbiamo sempre declinato questa battaglia impegnandoci per cibo sano e non alterato, mobilità pubblica e piste ciclabili, lotta alle microplastiche, eolico e solare più urgente della battaglia contro legno e carbone.

Tuttavia questo 15 maggio 2020 si presenta come l’occasione per un grande sciopero, certo virtuale, ma nel quale questi temi ambientali possano per un giorno vedere docenti e studenti decisi nello spegnere i computer, non è un rifiuto aprioristico della DAD, ma un gesto concreto per rimettere al centro l’alterità e non sostituibilità della relazione educativa che avviene in classe, perché gli sguardi e i lavoro collettivo, ancorché ricreati virtualmente, non sono paragonabili a quanto avviene dentro le mura scolastiche.

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Quindi per un giorno spegniamo il computer e andiamo, seppur distanziati, in un parco a guardare il cielo. Lo sciopero virtuale sarà anche l’occasione, con il computer spento, di ribadire dubbi e contrarietà rispetto alle recenti decisioni del dicastero in materia di precariato, soprattutto per l’indizione dei concorsi che si svolgeranno in forme complicate di sicurezza e nel rifiuto di svolgere il concorso straordinario per la secondaria solo per titoli (l’unica strada percorribile dopo anni di precariato) ed inoltre totale dissenso per la non apertura e il mancato rinnovo delle graduatorie d’istituto, nonostante moltissimi candidati abbiano fatto sacrifici economici per pagare le tasse universitarie per l’acquisizione dei 24 cfu, necessari per i nuovi inserimenti.

Molte ragioni dunque, il 15 maggio per spegnere il computer e guardare il cielo, immaginando e impegnandoci nella fattiva costruzione di un domani migliore, a partire della scuola.

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