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Diplomifici, se la Guardia di finanza “interroga” i maturandi…

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C’era anche la Guardia di finanza in aula ad ‘interrogare’ gli studenti iscritti ad un istituto scolastico coinvolto in un’inchiesta su titoli di studio fittizi rilasciati in cambio di danaro: è l’incredibile vicenda accaduta il 2 luglio a Nola, nel napoletano, dove le Fiamme gialle hanno assistito agli esami di maturità all’interno di un istituto paritario, per poter poi ascoltare gli aspiranti al diploma nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura di Torre Annunziata e trasferita ai giudici della Procura di Nola.
Gli studenti impegnati per la maturità, ben 500, provengono da ogni parte d’Italia, ma ora rischiano di non poter conseguire il diploma a causa dell’inchiesta in atto, che ha già fatto finire ai domiciliari quello che viene ritenuto il gestore dell’istituto scolastico, assieme al socio di una scuola di Torre Annunziata.
La gran parte dei maturandi avrebbe detto agli agenti di non aver mai frequentato l’istituto scolastico paritario prima degli esami. E di avere però regolarmente versato una cospicua somma di danaro quale retta di iscrizione. Le accuse per le persone coinvolte vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al falso ideologico e materiale, alla alterazione, occultamento e distruzione di atti pubblici.
Sulla triste vicenda è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza: quanto accaduto “nell’istituto paritario (…) di Nola è molto grave – ha detto il responsabile del Miur – , si tratta di un episodio inaccettabile che getta discredito sull’impegno serio e quotidiano delle nostre istituzioni scolastiche. Auspico che si faccia presto piena luce sul caso, sul quale il Ministero e l’Ufficio scolastico regionale stanno facendo approfondite verifiche”.
Carrozza ha anche detto che intende “rivedere la normativa che disciplina questi istituti, prevedendo un regime diverso, più restrittivo, che tuteli meglio l’interesse dei nostri studenti e della nostra scuola“.
Insomma, la “stretta” sulla materia, su cui tanto si era speso l’ex ministro Maria Stella Gelmini durante i suoi tre anni e mezzo di mandato, sembra proprio che non sia servita a molto: la battaglia dello Stato contro gli istituti paritari trasformati in diplomifici a pagamento è tutt’altro che vinta.