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Dirigenti scolastici: proseguono le procedure per le assunzioni

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Come avevamo rilevato la fase delle immissioni in ruolo per i dirigenti scolastici è partita ed insieme ad essa si muove in parallelo anche quella delle proroghe dei dirigenti ai sensi del comma 257 della legge di stabilità 2016. Si tratta di ds in età pensionabile che chiedono di restare in servizio “per assicurare continuità nell’attuazione di innovativi progetti didattici internazionali svolti in lingua straniera, laddove vi siano accordi sottoscritti con scuole o università di paesi stranieri”.

Per proroghe e immissioni è necessario infatti l’autorizzazione del MEF. Qualche sigla sindacale e associazione di categoria ha diffuso una tabella in cui sono indicati 529 posti da occupare fra i quali 458 posti vacanti e disponibili andrebbero ai vincitori del concorso del 2017, 29 a quelli del 2011 e 42 alle proroghe.
Il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione con nota a firma del Capo Dipartimento, Dott. Marco Bruschi ha invitato le ANP, FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS – CONFSAL, DIRIGENTISCUOLA-Di.S.Conf,  lunedì 27 luglio alle ore 16,00 per “l’attivazione del confronto sui criteri di attribuzione degli incarichi ai ds neoassunti a decorrere dall’anno scolastico 2020/21”.
Le categorie sindacali con le varie articolazioni territoriali, avranno modo di analizzare i dati nelle singole regioni.

Intanto va chiarito se le rinunce che pare non siano state irrilevanti nel numero, siano comprese nel contingente indicato. A rigore, sui posti a seguito di rinunce ci sarebbe già l’autorizzazione del  MEF avvenuta lo scorso anno. Si tratta di posti liberi e vacanti e lasciarli in reggenza diventerebbe una decisione delicata da parte dell’amministrazione.

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Inoltre in alcuni USR, soprattutto del sud, risultano accantonati dei posti per DS che a seguito di ordinanza hanno ottenuto in attesa di sentenza di merito un posto nella regione desiderata. In attesa del merito però questi ultimi avrebbero già ottenuto nell’anno in corso il posto nella regione rivendicata e pertanto l’accantonamento non avrebbe più senso (anche in caso di vittoria da parte dell’amministrazione non tornerebbero nel posto accantonato!!).

Anche qui diventerebbe delicata la decisione di assegnare una reggenza da parte dell’amministrazione, soprattutto in periodo di covid-19. Tutti questi argomenti sono all’attenzione nelle varie chat di DS dove molti si interrogano sulla possibilità dell’assegnazione di qualche posto in più. Ad essere interessati sono prevalentemente coloro che dovranno attendere ancora qualche anno prima dell’immissione in ruolo anche se molti di essi sono combattuti. Entrare il prossimo anno significherebbe trovarsi nelle prime posizioni per la nuova tranche d’immissioni e con la quasi certezza di ottenere la regione preferita (verosimilmente di residenza), entrare quest’anno comporterebbe l’allontanamento dalla propria regione. Fenomeno quest’ultimo che ha generato molte rinunce lo scorso anno.  Non è escluso che si parlerà anche di questo nell’incontro sui criteri di attribuzione degli incarichi nella riunione di lunedì.

Esiste un precedente concordato fra amministrazione e sindacati in occasione del grande piano di assunzioni della legge 107 che riguardava i docenti. Anche in quel caso si trattava di un reclutamento su base nazionale. In quell’occasione si diede priorità alla prima scelta indicata, garanendo il posto vicino però solo per il primo anno. In quest’occasione il contratto avrebbe carattere triennale. Non va trascurato infine, non tanto dal punto di vista tecnico ma anche e soprattutto umano per il diritto alla gratificazione professionale che ha ogni lavoratore, la circostanza che alcuni DS che attendono l’immissioni in ruolo siano vicini all’età pensionabile e l’attesa con pochi posti potrebbe comportare in futuro l’impossibilità di assumere l’incarico per raggiunti limiti d’età.

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