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Docenti di sostegno a scuola, ma non solo loro

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In relazione al vostro articolo “Docenti di sostegno, figli di un Dio minore… Obbligati a fare didattica in presenza di Lucio Ficara del 13/11/2020 vorrei aggiungere per completezza di informazione che la nota M.I. prot. 1990 del 5 novembre 2020, impone la presenza a scuola anche ad altre categorie di docenti, nella fattispecie quelli disciplinari, qualora siano presenti presso i Convitti alunni convittori. 

La nota dispone che “Le attività convittuali proseguono nel rispetto di quanto disposto dall’articolo 1, comma 9, lettera oo) del DPCM per le attività ricettive, cioè “a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive”. I convittori e le convittrici potranno frequentare le attività didattiche in presenza nel caso in cui la scuola e il convitto siano posti nel medesimo edificio o in edifici contigui. Infatti, in questa circostanza l’eventuale passaggio alla didattica a distanza non recherebbe alcun beneficio alla salute pubblica, giacché gli studenti risiedono a pochi metri di distanza dalle aule. I semi-convittori e le semi-convittrici, invece, frequenteranno a distanza la scuola secondaria di secondo grado.

Dunque secondo questa nota, per chi non lo sapesse, i docenti in servizio presso i Licei annessi ai Convitti sono stati richiamati in servizio nelle rispettive scuole di appartenenza per effettuare la didattica in presenza con uno o più alunni convittori e contemporaneamente, la didattica a distanza, con tutti gli altri alunni della classe non convittori (detti semiconvittori). 
Riguardo ai docenti in servizio presso il Convitto Nazionale” Vittorio Emanuele II” di Roma, la situazione è la seguente: 5 alunni convittori di classi diverse che richiedono la presenza dei docenti di 5 cdc differenti (composti anche da 14 docenti) che necessitano nell’arco della giornata di aule per le lezioni miste in presenza e a distanza e aule per lezioni solo a distanza con le classi che non hanno convittori.

Per concludere, possiamo pensare che la nostra personale situazione possa essere apparentemente paradossale, obbligati a fare lezione in dad ad intere classi da un’aula scolastica, insieme all’unico alunno presente fisicamente, disabile o convittore che sia, ma se lo hanno stabilito vorrà dire che per l’amministrazione è sensato e giusto.
Personalmente penso che evidenzi la solitudine dei docenti abbandonati dai sindacati, dall’amministrazione, da tutti i colleghi che non sono direttamente coinvolti, ma ancor di più evidenzia la solitudine degli discenti “soli” comunque. Ma dobbiamo guardare oltre. 

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Giovanna Senzasono
docente del Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II” di Roma

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