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Docenti e Ata che non si vaccinano vanno sospesi dal ruolo, lo dice il ddl Ronzulli (Fi): al loro posto i supplenti

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Dopo le richieste incrociate, anche dei giuristi, sull’obbligo vaccinale del personale scolastico arriva anche un disegno di legge: a presentarlo, il 19 luglio, è stata la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli, presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.

Sostituiti dai precari

La forzista ha spiegato le motivazioni della sua iniziativa parlamentare: “Mi auguro ora che – così come è successo per il disegno di legge per l’obbligo di vaccino ai sanitari – il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e tutto il Governo accelerino l’iter per il ddl che ho presentato sull’obbligo di vaccino al personale docente e non”, ha spiegato Ronzulli.

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“Il documento – ha sottolineato la senatrice di Forza Italia – prevede la sospensione dalla mansione in caso di inadempienza e il docente sarebbe sostituito dai tanti insegnanti non di ruolo che fanno supplenze”.

Costi proibitivi

Quella di far subentrare i precari al posto dei docenti e Ata non vaccinati, tuttavia, di una operazione costosissima: supponendo di sostituire gli 200 mila docenti e Ata che non hanno fatto nemmeno una dose per meno di un anno scolastico, ciò comporterebbe un aggravio di spesa di una cifra vicina ai 20 mila euro per ciascuno.

Complessivamente, si arriverebbe a 4 miliardi di euro di spesa. Va anche detto, tuttavia, che il personale non vaccinato molto probabilmente si collocherebbe soprattutto come precario. Ed in questo momento, quindi, tranne gli annuali dell’organico di diritto, stiamo parlando di lavoratori della scuola che nemmeno sarebbero in servizio.

In tal caso, quindi, la spesa per attuare il progetto di legge Ronzulli non sarebbe aggiuntiva. Si tratterebbe, piuttosto, di chiedere l’avvenuta vaccinazione ai docenti e al personale Ata precario, contestualmente alla sottoscrizione della supplenza.

La Scuola come la Sanità

Ronzulli, che è anche vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato e responsabile del movimento azzurro per i rapporti con gli alleati, ha anche tenuto a dire, in un’intervista al Giornale, che “la scuola è quella tra i banchi, non la dad davanti a un pc”.

Quindi ha ribadito che “insegnanti e personale scolastico in generale hanno una grande responsabilità, avere cura dei nostri figli. I ragazzi hanno diritto di andare a scuola in presenza e in sicurezza”.

La parlamentare ha quindi concluso sostenendo che è vero che “la stragrande maggioranza degli insegnanti si è vaccinata, ma qualcuno si è rifiutato. Spero che il governo recepisca presto questa proposta, proprio come accaduto con l’obbligo vaccinale per il personale sanitario“, ha concluso Ronzulli.

Governo spaccato

Sull’obbligo vaccinale, si conferma quindi la spaccatura a livello di Governo: favorevoli si dicono, oltre Forza Italia, anche Italia Viva e Partito Democratico. Contraria si è detta la Lega. In silenzio, finora, è rimasto il Movimento 5 stelle.

Proprio alla luce di queste divergenze, è probabile, al di là di quanto trapela in queste ultime ore, che nel Consiglio dei ministri in programma questa settimana non si affronti la questione: non credo “che il tema dell’obbligo di vaccinazione anti-Covid per gli insegnanti sia all’ordine del prossimo Consiglio dei ministri. Vedo ancora troppe disomogeneità all’interno della maggioranza su questo punto”, ha confermato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

“Almeno fino ad oggi – ha puntualizzato Costa – siamo in una situazione in cui gli italiani si stanno vaccinando. E’ chiaro che l’obiettivo della scuola in presenza non può che passare dagli insegnanti vaccinati, ma credo che siamo ancora in una fase in cui abbiamo il tempo per poter fare un’opera di sensibilizzazione e far comprendere quanto sia importante che questa categoria si vaccini”.

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