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Droghe e giovani, il Miur ammette le colpe: ma ora si volta pagina

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Il Miur ha le sue colpe, ha trascurato certi argomenti: l’ammissione è del sottosegretario Gabriele Toccafondi, che però annuncia la nuova linea su giovani e sicurezza, alcol, droghe.

Intervistato da Qn, a seguito degli ultimi episodi di cronaca che vittime diversi giovani, il rappresentante del Governo, dice che ora “abbiamo le idee chiare. Per anni il Ministero dell’Istruzione ha guardato altrove. Non sarà più così. Noi ci siamo”.

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Perché, ha detto, “ogni scelta attiene alla libertà del singolo, è ovvio. Ma la scuola, insieme con le famiglie, può aiutare a far comprendere ai ragazzi quali sono i rischi e come difendersi”.

“C’è un progetto organico che ricalca altre campagne fatte come quella per la sicurezza stradale – dice a proposito dell’impegno della scuola da settembre – attraverso la piattaforma online del Miur offriremo alle singole scuole, che decidono in autonomia, il metodo e gli strumenti per intervenire. Offriamo dei progetti da seguire sia attraverso il materiale fornito dal Ministero sia con gli interventi pratici che nascono dal raccordo con il territorio”.

 

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Il sottosegretario all’Istruzione cita quindi l’importanza del “confronto con gli interlocutori. Parlo di medici, di esperti, di persone in grado di spiegare ai giovani quello che queste sostanze provocano nell’organismo. I danni che derivano. Non professori in cattedra, ma operatori del settore, persone impegnate in prima linea. Il Ministero provvederà ai collegamenti con il territorio. Insieme con i medici è fondamentale però la presenza dei cosiddetti testimonial”.

“Ragazzi che parlano a ragazzi, tra pari. Giovani che hanno vissuto l’esperienza dello sballo, delle droghe e ne hanno sofferto la devastazione che annienta non solo il fisico, ma anche la famiglia. E raccontano. Descrivono, ed è molto importante, come hanno iniziato, magari da una canna o da una pastiglia e sono arrivati alla distruzione”.

“È la droga che deve spaventare e anche l’alcol su cui spesso si minimizza, ma che rappresenta un pericolo concreto per i giovanissimi”, conclude Toccafondi.

 

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