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E se i presidi ed i docenti pensionati si mettessero a disposizione delle scuole senza supplenti?

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Mancano i supplenti nelle scuole, in alcune più di altre.

Penso ai profili tecnici, anzitutto.

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Ma mancano docenti anche al primo ciclo.

Alcuni presidi del primo ciclo hanno così pensato di affiggere degli “appelli urgenti” rivolti ai genitori per poter avere delle disponibilità a delle supplenze veloci, anche di pochi giorni, pur di tenere aperta la scuola.

Lo sappiamo come avvengono le supplenze: ci sono le graduatorie, ma se si esauriscono ci sono le famose MAD, cioè le messe a disposizione da parte di laureati o neo laureati, divise per classi di concorso.

E se non c’è alcuna disponibilità?

Conosco alcune situazioni nelle quali è stata aperta la caccia agli ex allievi che stanno frequentando gli ultimi anni di università, sperando che la caccia porti buon frutto.

Il rischio reale è che quelle ore e quell’insegnamento restino scoperte.

Sì, c’è la possibilità di affidare quelle ore ai docenti oltre le canoniche 18, sino a 24 ore. Ma la cosa non è semplice, ad anno in corso, per gli aspetti organizzativi e dell’orario scolastico, cioè per gli incastri di tante variabili.

Così resta il rischio reale, cioè il venir meno della docenza, con le conseguenze che è facile immaginare.

Di qui gli “avvisi pubblici” sul sito della scuola, o sul registro elettronico.

Oppure, come hanno tentato alcuni presidi, anche sui social o sui giornali.

Le complicazioni in particolare, di queste settimane, con la quarta pandemia, hanno reso tutto più complicato.

Vista la situazione davvero complessa, mi permetto di fare una proposta: che i presidi ed i docenti pensionati si mettano a disposizione per coprire i vuoti momentanei delle scuole.

Le scuole lo possono fare sotto la forma dell’esperto “esperto esterno”, ovviamente in forma gratuita.

Sarebbe bello che tanti ex si mettessero a disposizione, con una MAD appunto per gli ex.

La burocrazia della scuola non prevede ancora questa forma di MAD, ma, nella forma dell’esperto esterno, quando non ci fosse altra possibilità, la cosa si può fare. Anche se, sino ad ora, la figura dell’esperto esterno poteva entrare a scuola e in classe, per progetti od iniziative varie, sempre alla presenza di un docente responsabile.

Il fatto che possa entrare in classe, secondo la materia di sua vecchia competenza, sarebbe una diretta responsabilità del preside. Ma una responsabilità in positivo per la vita della scuola. Anche questa è una forma di autonomia in positivo che le scuole possono fare propria.