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Ecco il nodo politico che la Cgil pone sulla scuola alla Ministra Azzolina

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Dall’incontro di oggi che i sindacati hanno avuto con la Ministra Azzolina, si comprende quale sia il nodo politico posto dalla CGIL ed alla Flc Cgil sulla scuola. Molto probabilmente dietro la mancata firma della Flc Cgil sul Contratto collettivo nazionale della Didattica Digitale Integrata, c’è proprio alla base una questione di natura politica.

Le richieste della Cgil sulla scuola

“Entro la scadenza del dpcm, fissata per il 24 novembre, e attraverso un confronto costante con tutte le rappresentanze sociali e corrette relazioni sindacali, il Governo deve trovare il modo per garantire a tutti gli studenti, anche quelli delle scuole secondarie, il diritto all’istruzione attraverso una didattica in presenza”. Così la vice segretaria generale della Cgil Gianna Fracassi e il segretario generale della Flc Cgil Francesco Sinopoli al termine dell’incontro di questa mattina con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.
 
“La scuola non può essere escludente”, proseguono i dirigenti sindacali. “Non si tratta solo di garantire device e connessioni, come previsto dal dl Ristori che a tale scopo stanzia 85 milioni. Il tema è più ampio e riguarda il diritto all’istruzione, che non è garantito se non si riprende la scuola in presenza. Quindi le prossime settimane vanno utilizzate per superare una fase così critica”. Inoltre, la Cgil nel corso dell’incontro ha sottolineato la necessità di “rivedere i Protocolli sulla sicurezza che sono stati sottoscritti durante il periodo estivo, per cui è opportuno dare continuità e sostanza al Tavolo permanente nazionale sulla sicurezza”.
 
“La pandemia ha evidenziato il disinvestimento che è stato fatto negli anni passati sull’istruzione. Ora dobbiamo mettere in campo risorse per un grande progetto di investimento del settore”. Fracassi e Sinopoli ricordano che “davanti a noi abbiamo due importanti appuntamenti: la legge di Bilancio e la progettazione legata alla programmazione europea ordinaria e straordinaria”, ed elencano le principali priorità: “il rafforzamento dei tempi scuola, l’infanzia, l’adeguamento degli organici del personale docente e ata e il rinnovo dei contratti collettivi nazionali, per i quali le risorse previste – ribadiscono – sono insufficienti”. Infine, “serve un luogo di confronto stabile per definire in quali progetti impiegare le risorse europee, a partire dal Next Generation Eu: occorre indirizzarle su interventi volti a rafforzare i sistemi di istruzione, formazione e il diritto allo studio”.
 
“In questo momento nessun tipo di intervento si può fare senza il confronto continuo, senza un punto di coordinamento importante a tutti i livelli. Per la fase che stiamo attraversando – concludono – è indispensabile rimettere al centro le relazioni sindacali e un luogo permanente di confronto da istituzionalizzare”.

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