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Educazione Civica e Cittadinanza digitale: democrazia, rete e diritti a scuola

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Come insegnare la relazione tra la democrazia, la rete e i diritti a scuola? La legge sulla Educazione Civica e la cittadinanza propone come noto 3 filoni di sperimentazione.

Cominciando con la Costituzione ed il diritto internazionale e finendo con la Cittadinanza digitale.

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Due dei mondi, insieme all’ambiente, in cui noi viviamo.

E’ lecito chiarire che nel primo caso, da un lato c’è la Costituzione come progetto mai finito e mai realizzato pienamente – la Democrazia non è un interruttore (sì/no) ma un grado di realizzazione di una serie di Diritti (e Doveri) e di condizioni (l’equilibrio fra i 3 poteri ad es); un progetto incompleto – Calmandrei- un promessa tradita– N. Bobbio; dall’altro la democrazia reale.
Dopo il fallimento del modello socialista e la illusione della democrazia in crisi guarita dalla rete (la computercrazia N. Bobbio) resta il modello liberale rappresentativo occidentale in crisi di “mezza età” in tutti i paesi.

Allora come insegnare il bel progetto di democrazia descritto dalla Costituzione, senza tener conto della realtà di una democrazia “malata” in difficolta, classificata in 2 studi indipendenti, come una “democrazia con problemi” (insieme a USA e Giappone)?
Una ricerca/progetto didattico deve tener conto dei 2 aspetti per non dare un doppio messaggio o delle illusioni ai giovani, ma degli obiettivi.

D’altra parte che contributo dà la rete alla democrazia, allo sviluppo di diritti (talora alla ipertrofia di certi diritti come quello di espressione che diventa diritto all’insulto ed alla violenza – Zagrebelsky). Allargare diritti è un “passo verso la democrazia” ma la rete “non danna e non salva di per se” – Rodotà e quello che succede online non “è colpa della rete” – Bauman; se mai degli Stati e dei padroni della rete, oligopolisti che la sfruttano sulla nostra pelle e su quella di chi ci lavora.

In concreto:

Quali rapporti ci sono tra la rete e i nostri diritti, in crisi e no?

A quale cittadinanza digitale stiamo formando i nostri ragazzi alle varie età?

Il corso

Su questi argomenti il corso del nostro formatore Rodolfo Marchisio Democrazia, diritti e digitale, alla luce della Costituzione, in programma il 18 e il 21 dicembre.

Le riflessioni e le proposte di lavoro sono possibili sia in DaD che in classe. L’obiettivo è offrire una panoramica di idee di didattiche traversali e attive ai vari ordini di scuola.

Presentazioni, riflessioni, video e mappe interattive per interrogarci, riflettere far crescere come cittadini, informazioni e dati alla mano.

È opportuno rispondere insieme a una serie di domande:

Conosciamo davvero il mondo web in cui viviamo, come funziona e perché? Quali sono le conseguenze su di noi come cittadini e quali opportunità ci offre. Cosa significa veramente “digitale” parola che usiamo ogni giorno?

Come formare alla cittadinanza in una società a democrazia malata? Che rapporto c’è fra democrazia formale e democrazia reale. Può la rete salvare o almeno aiutare la democrazia?
Siamo cittadini o “consumattori”? Che controllo abbiamo dei nostri dati, del nostro linguaggio, dei nostri pensieri e delle nostre scelte?

Che rapporto c’è fra democrazia, diritti, Costituzione e web: in senso positivo (potenziamento di diritti) o negativo (post verità, fake news, bolle social, controllo dei dati, privacy). Cos’è il controllo sociale attraverso il web? Chi sono i cattivi padroni della rete? (Rampini). Perché il web non ha regole e chi lo controlla (Rodotà)? La rete aumenta il nostro diritto ad esprimerci, aldilà dello spazio e del tempo. È un bene o un problema (Eco)?

Come dice il sillabo MI 2018 “i ragazzi devono sapere cosa succede sulla loro pelle” perché cambiare (la società e la rete) è possibile. Molti di loro ne hanno voglia e a questo serve la EC.