Home Attualità Eduscopio, la classifica delle migliori scuole italiane

Eduscopio, la classifica delle migliori scuole italiane

CONDIVIDI

Tempo di decisioni da grandi per i ragazzi di terza media che, tra novembre e dicembre, insieme ai loro genitori si lanciano in un tourbillon di Open Day per scegliere l’istituto superiore più adatto a loro, primo step su cui costruire il loro futuro.

Per chi è chiamato alla delicata scelta che segue la terza media, Eduscopio offre la possibilità di basarsi su dati aggiornati e su un criterio scientifico di confronto. Da Roma a Milano, passando per Bologna, Firenze, Torino, Genova, Napoli, Palermo, Bari: il portale consente di comparare le scuole dell’indirizzo desiderato, circoscrivendo la ricerca all’area di residenza. Che si tratti di liceo (scientifico, classico o linguistico) o istituto tecnico, il sito ‘guida’ l’utente forte di analisi condotte su una banca dati sconfinata di 1 milione 255mila diplomati italiani negli anni scolastici 2013/14, 2014/15, 2015/16, in circa 7.300 indirizzi di studio nelle scuole secondarie di II grado statali e paritarie

Vai al portale della Fondazione Agnelli e inizia la ricerca

ICOTEA_19_dentro articolo

La ricerca su più di 700mila diplomati nei loro percorsi universitari al primo anno da immatricolati (anni accademici, 2014/15, 2015/16, 2016/17). A partire dal numero di esami superati e dalla media dei voti ottenuta traiamo indicazioni sulla qualità delle scuole secondarie di provenienza e la esprimiamo in sintesi nell’Indice Fga: l’indicatore pesa al 50% la velocità nel percorso di studi (percentuale di crediti universitari ottenuti) e la qualità negli apprendimenti universitari (media dei voti agli esami).

Uno strumento utile che la Fondazione Agnelli mette a disposizione di tutti, in modo gratuito e che non manca di scatenare gioie, dolori e molti mal di pancia tra i singoli istituti poiché il periodo delle iscrizioni è il più delicato per docenti e presidi. Un’iscrizione in più o in meno decreta il successo o l’insuccesso di un istituto.

Nato nel 2014, Eduscopio analizza la proposta formativa in una doppia logica. Nel primo caso, basandosi sull’Anagrafe degli Studenti (Ans) e sull’Anagrafe degli Studenti Universitari e dei Laureati (Ansul) del Miur, Eduscopio valuta l’efficacia e la valenza della preparazione fornita da licei e tecnici alla luce del percorso universitario scelto dopo l’Esame di Stato. Nel secondo, di tecnici e professionali considera la loro capacità di preparare gli studenti al mondo del lavoro.

Per fare questo, Eduscopio attinge all’Anagrafe Nazionale degli Studenti (Ans) del Miur e alle Comunicazioni Obbligatorie (Co) del Ministero del Lavoro che descrivono per ogni lavoratore dipendente gli eventi che ne caratterizzano la carriera lavorativa.

In un cinque anni, Eduscopio è diventato un punto di riferimento per le famiglie, ma anche per le scuole come dimostrano gli oltre 1,5 milioni di utenti unici che, ad ora, hanno visitato il portale, 6.7 milioni di pagine consultate. Di fatto, consente allo studente di comparare le scuole dell’indirizzo di studio che interessa nell’area dove risiede, sulla base di come queste preparano per l’università o per il mondo del lavoro dopo il diploma. Il successo risiede nel fatto che le informazioni contenute sono frutto di analisi accurate a partire da grandi banche dati, perciò oggettive e affidabili. Inoltre, è di facile consultazione e aiuta chi non si accontenta del “passa parola” e, in modo particolare, quelle famiglie che non possono contare su reti sociali e culturali forti.

La Fondazione Agnelli dedica una sezione alle scuole che preparano al lavoro, mettendo sotto la lente gli esiti lavorativi di più di 500 mila diplomati. Il portale permette di conoscere la percentuale di occupati che hanno lavorato almeno 6 mesi entro i primi due anni dal diploma tra quanti non si sono immatricolati all’università.

Per i tecnici tecnologici (industriale e geometra) nel Nord-Ovest l’indice sale dal 57% dei ragazzi diplomati nel 2014 al 60,3% di quelli che hanno finito la scuola nel 2016, nel Nord-Est dal 65 a 67,5%, nel Centro dal 46 al 53%, al Sud dal 33 a 35%. Per i professionali la crescita è nel Nord-Ovest dal 60 al 68%, nel Nord-Est dal 70 a 76%, nel Centro dal 52 al 61% e nel Sud dal 34 al 38%.