Home Attualità Emergenza coronavirus: SBC e PSP chiedono chiusura scuole e collegi in videoconferenza

Emergenza coronavirus: SBC e PSP chiedono chiusura scuole e collegi in videoconferenza

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Chiudere tutte le scuole per almeno 15 giorni: è la richiesta che il gruppo FB SBC (Scuola Bene Comune) e PSP (Partigiani della Scuola Pubblica) stanno rilanciando in queste ore, forti anche delle notizie che stanno arrivando da altri Paesi come per esempio il Giappone.

“Una soluzione eccezionale è richiesta da una situazione eccezionale” sostengono SBC e PSP che aggiungono: “Le classi affollate sono un formidabile veicolo di contagio, come lo sono anche tram, bus, treni locali per recarsi e ritornare da scuola”. Ma non è questa l’unica richiesta.

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“Visto che il contagio durerà per alcuni mesi, come sostengono illustri virologi – continuano – si chiede di sospendere tutti i viaggi e visite di uno e più giorni, e qualsiasi attività fuori dagli edifici scolastici, fino alla fine dell’anno scolastico”.

E non basta ancora: i Collegi dei docenti – affermano – devono svolgersi non in presenza ma in videoconferenza anche allo scopo di tutelare la salute dei docenti e di tutti gli operatori.

Secondo SBC e PSP il Governo e il presidente del Consiglio in particolare, si stanno esponendo a gravi rischi anche di natura penale:  “Ricordiamo al Governo, in tema di reato omissivo, il dettato dell’art. 40 secondo comma codice penale: ‘Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo’. E, sicuramente, incombe sugli organi di governo l’obbligo giuridico di tutelare la salute pubblica con tutti i mezzi e le risorse a disposizione”.

Senza trascurare gli aspetti politici della vicenda: “Più che legittimamente, i Governatori, titolari e responsabili di garantire il diritto alla salute sui propri territori, stanno assumendo le determinazioni che ritengono più opportune, denotando ed esaltando l’autonomia differenziata. Ma anche i Sindaci assumono provvedimenti di autotutela, con scuole chiuse nell’Agro Aversano e a Castellammare. Mentre un intervento dello Stato improntato all’unitarietà sarebbe un segnale forte e molto apprezzato in tempi così bui e allarmanti”.