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Festa del Papà cancellata in una scuola dell’infanzia, chat dei genitori infuocate: raccolta firme ed esposto a Valditara

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Come l’anno scorso, anche stavolta la festa del Papà è circondata da polemiche. Una scuola materna di Roma ha cancellato i lavoretti in occasione del 19 marzo. Come riporta Il Corriere della Sera, tutto è cominciato giorni fa, quando sulle chat dei genitori sono arrivati i primi messaggi che illustravano il nuovo corso di quest’anno per la festa del papà.

“Buon pomeriggio, come già comunicato dai rappresentanti di classe quest’anno per decisione del coordinatore pedagogico e del collegio dei docenti non si faranno biglietti per la festa del papà e della mamma, per tutelare i bambini che non hanno la classica famiglia”, questo il contenuto del messaggio.

Non tutti i genitori sono contrari

Subito le chat di genitori si sono incendiate. Non tutti contrari: alcuni hanno anche accolto con favore la decisione. In ogni caso, la polemica si è innescata e si è trascinata fino a martedì 19, giorno di San Giuseppe, quando in effetti i piccoli si sono ripresentati ai genitori, dopo scuola, a mani vuote. “Ne abbiamo comunque parlato in classe – hanno spiegato alcune maestre – ma senza formalizzare la festa con un biglietto o un disegno”. Sul piede di guerra, invece, altri genitori, che ieri hanno così cominciato una raccolta firme a corredo di un esposto per chiedere che le ricorrenze siano subito ripristinate e soprattutto “festeggiate”.

Per gli esponenti della Lega, il segretario romano Angelo Valeriani e il vice Maurizio Politi, si tratta di un episodio “grave e discriminatorio: non aver permesso di celebrare la festa del papà per garantire la presunta inclusione delle famiglie arcobaleno è una scelta frutto di esclusivo furore ideologico e voglia di farsi pubblicità sulla pelle dei bambini. I genitori hanno già presentato un esposto al ministero dell’Istruzione e del merito, per chiedere chiarezza e un auspicato intervento da parte degli organi vigilanti”.

“Non c’è bisogno di strumentalizzazioni”

La coordinatrice della scuola ha detto che sono state applicate le linee guida comunali. Il Comune ha negato ma chiede di evitare polemiche: “La scuola stava conducendo un laboratorio educativo proprio sulla famiglia, condiviso col consiglio di scuola, partito il 19 marzo – spiega l’assessora capitolina alla Scuola, Claudia Pratelli – Naturalmente ogni gruppo educativo e scolastico valuta quali sono gli strumenti e le pratiche educative più adeguate per non creare situazioni poco inclusive nei confronti dei bambini e delle bambine che frequentano il nido o la scuola dell’infanzia: le famiglie sono molto diverse, non c’è bisogno di invocare lo spettro del gender, a volte tristemente una mamma o un papà che non ci sono più. La riflessione su questo va sempre posta in termini di maggiore inclusione e garanzia delle diverse situazioni e sensibilità, non di censura”. Parla di “strumentalizzazioni” anche il minisindaco del VII Municipio Francesco Laddaga (Pd). Intanto, però, con l’esposto dei genitori il caso è finito sul tavolo del ministero dell’Istruzione e del Merito guidato da Giuseppe Valditara. 

Polemica che si ripresenta ogni anno

Anche l’anno scorso era successa una cosa simile in un’altra scuola. Una direttrice didattica aveva deciso di annullare il laboratorio legato alla festa del papà.

Il motivo? Non fare sentire esclusi alcuni nuclei familiari in cui il papà non è presente. La direttrice avrebbe accolto alcune lamentele da parte di cinque o sei genitori, contrari all’organizzazione di una festa che celebra i papà, assenti nelle vite nei loro figli per le più svariate motivazioni.

Anche Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio, Rossano Sasso, membro della Commissione Cultura alla Camera e il deputato di Viareggio di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi hanno attaccato la direttrice. “Da papà penso sia una scelta sbagliata, ipocrita, insensata, discriminatoria, diseducativa”, ha detto Salvini.

Ecco la risposta alle critiche della direttrice, come riporta HuffingtonPost: “Impedire ai bambini che non hanno il papà, qualunque sia la ragione, di partecipare al laboratorio per la Festa del Papà e vederli isolati in un’altra stanza, mi è sembrato un atteggiamento mortificante e non inclusivo. Per questo ho deciso di sospendere questa attività, per ripensarla”.

“Non si tratta di appiattimento culturale. L’appiattimento c’è quando, dal punto di vista educativo, si lasciano i propri figli ore al cellulare. Si tratta di ripensare le attività nel rispetto delle realtà che ci circondano”, ha concluso.

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