Home Attualità Francia, appello via web boicotta le scuole: contestato il progetto di parità...

Francia, appello via web boicotta le scuole: contestato il progetto di parità sessuale del governo

CONDIVIDI
  • GUERINI
Sta creando più di un problema il progetto sperimentale contro il sessismo a scuola voluto dal ministero dell’Educazione: i responsabili dell’Istruzione transalpina sono accusati di voler imporre la “teoria dei generi sessuali” sin dalla materna. Un’accusa che per il ministro Vincent Peillon, “è completamente falsa”. Ma intanto il 28 gennaio diversi istituti della regione parigina hanno registrato fino al 40% di assenze. Lanciato da ambienti vicini all’estrema destra, l’appello a boicottare la scuola, inviato via web attraverso lo slogan “Un giorno al mese senza scuola”, ha infatti riscontrato un successo inaspettato. E starebbe preoccupando pure il governo francese.
Si tratta solo di una “voce”, scrive il quotidiano Le Parisien, ma assieme agli studenti sono molti i genitori che hanno aderito all’appello. L’iniziatrice del movimento si chiama Farida Belghoul, una figura vicina a gruppi nazionalisti, omofobi e antisemiti, legati anche al controverso comico Dieudonné. La donna invita a protestare contro l'”Abc della parità”, il nuovo programma pedagogico promosso dalla ministra delle Pari opportunità, Najat Vallaud-Belkacem, in 600 istituti in tutta la Francia, con l’obiettivo di “abbattere gli stereotipi sessisti” e “trasmettere sin dall’infanzia una cultura della parità”.
Un progetto che la Benghoul definisce “malefico”, perché secondo lei intende in realtà “mascherare i maschi come femminucce” e “dare voce alle lobby gay”. Si accusa lo Stato di voler introdurre nei programmi scolastici l’insegnamento dell’omosessualità e della transessualità, di voler privare i bambini dei naturali riferimenti uomo-donna e invitarli a scegliere il loro orientamento sessuale, persino di voler incoraggiare la masturbazione sin dalla materna. Le Parisien fa notare che sui manifesti comparsi intorno ad alcune scuole c’era scritto: “Domani sarai una donna, figlio mio”.