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Francia, la lingua cinese in forte crescita

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  • GUERINI
Negli ultimi cinque anni l’insegnamento del cinese è passato dal nono al sesto posto, superando lingue come il russo o il portoghese un tempo ben piazzate in graduatoria e oggi in netta flessione. Ancora più sorprendente, anche il tedesco è in perdita di consensi, con un calo di studenti in questi ultimi anni valutabile attorno al 9%. I dati relativi all’anno scolastico in corso dicono che a studiare il cinese sono in circa tredicimila, più del 35% in più rispetto all’anno scorso, e che non si tratta perlopiù – come accadeva fino a qualche anno fa – di figli di immigrati. Oggi sono i francesi che richiedono il cinese: nella regione parigina, in Normandia, ma un po’ dappertutto in Francia, le richieste si moltiplicano e nascono sezioni di cinese in licei che non avevano mai prima d’ora offerto questa lingua all’utenza. Lo sviluppo economico della Cina, il mercato potenzialmente smisurato che questo Paese rappresenta e il suo recente ingresso nell’Organizzazione Mondiale del Commercio, fanno sì che l’apprendimento del cinese – unito a quello dell’inglese –sia percepito dai giovani e dalle loro famiglie come quel valore aggiunto in più che tra cinque-dieci anni potrà loro consentire di trovare più facilmente un lavoro ben remunerato. Non a caso, le offerte di lavoro delle aziende straniere operanti sul territorio cinese richiedono sempre più la conoscenza del mandarino oltre che dell’inglese.