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Fumare uno spinello a scuola non è grave (e se si è astuti ci si può far pagare le spese legali dal Ministero): paradossale sentenza del TAR Lombardia

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Fa discutere la decisione del TAR Lombardia che ha accolto il ricorso della famiglia di uno studente di una scuola della provincia di Pavia sospeso fino alla fine dell’anno scolastico per essere stato trovato in possesso di uno spinello.
Secondo quanto riferiscono le cronache la decisione del TAR sarebbe del tutto inappuntabile in quanto basata sul fatto che la scuola aveva commesso almeno un paio di errori (uno di procedura e uno di merito) come riferiamo in altro articolo.
Non va però sottovalutato il fatto che la vicenda potrebbe essere facilmente equivocata.
Qualche studente (e magari anche qualche famiglia) potrebbe trarre conseguenze del tutto improprie e concludere che a scuola è lecito “farsi qualche canna”, anzi visto che alla fine il TAR ha anche ordinato alla scuola di risarcire la famiglia si potrebbe persino arrivare a dire che, se si è astuti, ci si può “”fare una canna”, farsi risarcire e con quei soldi comprarsi ancora qualche altra dose.
Insomma, la sentenza sarà certamente legittima e non tocca a noi sostenere il contrario; ma – da “uomini di scuola” – ci permettiamo di osservare che,  forse, essa non veicola un messaggio di particolare valore educativo.
La vicenda dovrebbe comunque “insegnare” alle scuole a prestare sempre la massima attenzione alle procedure amministrative che, se non sono “confezionate” a prova di TAR, rischiano di ottenere effetti opposti a quelli voluti: quanti studenti, d’ora in avanti, potrebbe infatti “farsi una canna” nel cortile della scuola dopo essersi accertati che il regolamento del loro istituto non prevede pene particolarmente severe per questo genere di infrazione?