Home Attualità Gelmini: “Studiare educazione alla cittadinanza digitale”

Gelmini: “Studiare educazione alla cittadinanza digitale”

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“Trovo giusto che oggi si voglia attribuire un orario dedicato alle lezioni di educazione civica. Credo che il ministro Bussetti abbia avuto una buona intuizione modificando l’esame di maturità con l’introduzione della Costituzione tra le materie di studio. E’ un qualcosa a cui ci richiama in molti suoi interventi il Presidente Mattarella e mi auguro che la trasversalità di questa proposta aiuti il Paese a vedere nel Parlamento non solo forze contrapposte che litigano, ma anche la capacità di trovare una sintesi su un tema fondante come la nostra Costituzione”.

Lo ha detto Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, intervenendo alla conferenza stampa bipartisan a Montecitorio sulle proposte di legge per l’introduzione dell’educazione civica attualmente all’esame della Commissione Cultura della Camera.

“Il mio contributo – aggiunge – riguarda in particolare l’educazione alla cittadinanza digitale, perché penso che internet non possa rappresentare una zona franca o un’arena in cui vengono meno i principi e i valori costituzionali. Mi auguro che attraverso un’alleanza che dobbiamo rafforzare tra la scuola, la famiglia e tutti gli operatori si possa dar vita a una convenzione dell’educazione alla cittadinanza, anche digitale, perché non si smette di essere cittadini quando si naviga su internet o si utilizzano i social network. Oggi i nostri ragazzi sono tutti nativi digitali, abituati all’utilizzo e alla presenza in rete che costituisce una grande opportunità, uno strumento straordinario che richiede però anche la necessità di garantire nuovi diritti, come quello alla privacy, all’oblio, la lotta al cyberbullismo. Da qui la necessità di partire dalla scuola per formare dei cittadini consapevoli dei diritti costituzionali, ma anche cittadini digitali”.

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Il comunicato del Movimento Cinque Stelle

“Stamattina ho partecipato alla conferenza stampa di presentazione delle proposte di legge per introdurre l’educazione civica nelle nostre scuole. Si tratta di un passo importante, frutto di una battaglia che ho sentito fin da subito di portare avanti con estrema determinazione e con il sostegno di tutto il Movimento 5 Stelle”, lo afferma la senatrice del M5S Barbara Floridia in Commissione Cultura.

“L’insegnamento dell’educazione civica, dal 1950 ai giorni nostri, è stato introdotto e dismesso, valorizzato e mortificato molte volte” prosegue. “Credo sia importante invece rimettere al centro della formazione dei nostri ragazzi la conoscenza della nostra Costituzione e dei diritti e dei doveri che essa implica, valorizzando il senso di grande attualità della carta costituzionale, evidenziandone l’applicabilità a contesti scientifici, tecnologici, sociali, politici, economici e culturali radicalmente diversi da quelli del 1946-1947.

Anche per questo la mia proposta di legge riconosce centralità all’educazione digitale, che è molto più di un semplice linguaggio o strumento. Essa implica un approccio multidisciplinare e un apprendimento multimodale e creativo e una nuova etica che si confronta con possibilità e sfide nuove.

Il diritto alla conoscenza e al sapere oggi passa dalla possibilità di accedere alle informazioni disponibili sulla Rete, finendo quindi con l’esaltare le enormi potenzialità di quest’ultima ma anche gli innumerevoli rischi. Per questo, proprio grazie allo studio della nostra Costituzione, è importante educare ai fondamenti morali della vita condivisa, nel riconoscimento e nel rispetto della diversità e dei diritti di ciascuno, attraverso comportamenti responsabili in ciascun luogo di condivisione democratica, compresi gli ambienti digitali.

Infine, una cittadinanza responsabile non può non essere considerata, oggi, una cittadinanza universale nel rispetto del territorio e dell’ambiente che ci circonda, in conformità con quegli atteggiamenti virtuosi che li tutelano. Viviamo in un ecosistema complesso, la cittadinanza digitale apre a forme di ecologie in cui vengono riconosciuti i diritti non solo degli esseri umani ma di tutti gli esseri viventi”, conclude.