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Gli adulti, i bambini e i regali

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La ricerca, organizzata dalla Compagnia Stilema/Unoteatro di Torino, che da oltre dieci anni ha attivato l’Osservatorio dell’Immaginario con l’intento di promuovere indagini su specifici temi rivolti al mondo dell’infanzia, ha coinvolto 1.100 bambini che vivono in grandi aree metropolitane, in città di media grandezza e in piccoli centri di periferia.

L’indagine, che non si prefiggeva di produrre una valutazione statistica rigorosa, ha rappresentato un’occasione per attivare "punti di ascolto", in ciascuno dei quali è stato possibile dialogare con gruppi formati da un minimo di cinquanta ad un massimo di cento bambini.

I regali, talvolta, sono "utilizzati" come sostituti di affetti, status symbol della famiglia, oggetto di desiderio imposto dall’assidua azione dei media, strumento di "adultizzazione" dell’infanzia. Le strategie di consumo adottate dagli adulti e connesse al mondo della produzione, raramente prendono le mosse dall’aver ascoltato, in precedenza, gli stessi bambini, cui sono indirizzati i giochi.

Si riscontra, in diversi casi, una sovrabbondanza di giocattoli, accantonati in vari angoli, accatastati sugli armadi, stipati nei cassetti. Molti genitori, infatti, legano ogni piccola occasione all’acquisto di un gioco, al di fuori di ricorrenze come il Natale, la Pasqua, l’Epifania, il compleanno o l’onomastico. Ciò può "inflazionare" l’idea stessa del regalo e precludere ai bambini la soddisfazione per un dono sognato e atteso. Si perde la capacità di aspettare, si rischia di volere tutto subito. E, peggio, si può anche correre il rischio che nell’ambito di una famiglia gli stessi affetti siano regolati da valori di scambio.
All’interno del campione scelto per effettuare la ricerca "Regalo di compleanno – Gli adulti, i bambini e i regali", sono state osservate le tendenze di un gruppo di 321 bambini in particolare (182 maschi e 139 femmine) a cui sono state sottoposte domande "a risposta chiusa". Le risposte sono state analizzate da Mafra Gagliardi, esperta di cultura infantile, dalla scrittrice Paola Mastrocola, dal giornalista Francesco Antonioli e da Paolo Landi, responsabile marketing Benetton.
Risulta che la percentuale degli intervistati che gioisce davvero perché il regalo preferito "è proprio come nella pubblicità" è inferiore al 10%. All’invito a proseguire la frase "quando ti chiedono che regalo vuoi, tu pensi a qualcosa che ti è stato suggerito da…", quasi il 50% dei bambini ha precisato "da mamma e papà" e soltanto il 32% ha inserito "dalla televisione". Ma quanto i genitori, nella scelta dei regali, non si fanno influenzare dalla pubblicità? Per i ragazzi resta, peraltro, il sospetto che un’elevata assuefazione alla pubblicità non renda del tutto cosciente in loro l’influenza degli spot visti ogni giorno.
I bambini più piccoli (quattro e cinque anni di età), in modo più ampio rispetto a quelli di età maggiore, dimostrano di avere una relazione essenziale e immediata con il mondo che li circonda, entusiasmandosi per regali che agli adulti sembrerebbero poca cosa: palloncini, cioccolatini, pupazzi, pacchetti di "figurine", caramelle. Il gradimento del dono può dipendere   anche dalla bellezza del pacco in cui è contenuto e dal piacere che si prova nello scartarlo, oppure perché è un regalo che "fa crescere" (ad esempio, una serie di matite quando si sta imparando a scrivere).

Per i più bambini di età maggiore, invece, il regalo diventa più spesso "merce", ma si sperimenta anche il piacere di fare un regalo, perché ciò fa sentire "più grandi".

Le domande poste ai bambini vertevano sui regali, sugli acquisti, sugli oggetti; alla fine, è stato chiesto loro di raccontare "di una volta in cui fossero stati davvero felici". Avendo sino a quel momento parlato di regali ci si poteva attendere che la "felicità" coincidesse con un dono. Così non è stato: per la netta maggioranza degli intervistati "felicità" è stare insieme a mamma e papà, stare con i nonni, con gli amici. Rimanendo a casa, oppure andando al mare o in montagna.

L’essere prevale sull’avere? La risposta affermativa è proprio una bella notizia!
Tra le attestazioni di felicità, troviamo: "quando è nato mio fratello", "la prima volta che giocavo con papà", "quando il nonno mi ha portato nella carriola". C’è chi ha detto "quando corro" e non manca un classico "quando dormo con il delfino di stoffa".