Home Attualità Green pass, il controllo tramite App rispetta la privacy del docente?

Green pass, il controllo tramite App rispetta la privacy del docente?

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La procedura ordinaria di controllo del Green pass rispetterà la privacy del personale scolastico? Sì. Il controllo avverrà mediante App “VerificaC19”, installata su un dispositivo mobile. L’applicazione consente di riscontrare l’autenticità e la validità delle certificazioni emesse dalla Piattaforma nazionale digital green certificate (DGC), senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l’emissione e senza memorizzare informazioni personali sul dispositivo del verificatore. Pertanto, nel pieno rispetto della privacy.

Il controllo sarà quotidiano sempre per ragioni di riservatezza, poiché la durata del pass non è rilevabile dalla scansione del QR Code. E sempre per ragioni di riservatezza – si legge nella nota – non risulta al momento possibile la consegna volontaria al Dirigente scolastico della propria certificazione o del relativo QR Code, perché questi provveda autonomamente – personalmente o tramite delegato – alla verifica.

Come cambierà il controllo?

A partire probabilmente dall’inizio delle lezioni, il controllo dovrà essere automatizzato, in quanto non sarà più il docente a mostrare il QR code del proprio Green pass ma sarà il dirigente stesso (o chi per lui) a risalire alle informazioni sanitarie del personale scuola mediante il sistema informatico che dovrebbe incrociare i dati del Ministero dell’Istruzione (piattaforma Sidi) con quelli del Ministero della Salute (piattaforma nazionale digital green certificate – DGC).

Anche in questo caso il rispetto della privacy sarà garantito in quanto il Sistema informativo, senza necessità di scansione di ogni singolo QR code,
restituirà la medesima tipologia di schermate descritte nella procedura ordinaria.

Nella nota leggiamo anche: “Per l’adozione della procedura tratteggiata, destinata al personale delle istituzioni scolastiche statali, è richiesto uno specifico intervento normativo, atto a consentirne l’utilizzo nel rispetto della protezione dei dati personali”. Il vice direttore Reginaldo Palermo spiega il senso di questa dicitura a questo LINK.