Home Attualità Homeschooling, per alcuni alunni è un pretesto per non andare a scuola?

Homeschooling, per alcuni alunni è un pretesto per non andare a scuola?

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Il Covid ha comportato un pesante aumento dell’homeschooling: parliamo dell’adempimento agli obblighi di istruzione totalmente a carico dei genitori o da figure individuate sostitutive, con la necessità di far sostenere all’alunno che ha fruito di questa modalità di studio, a fine anno scolastico, un esame per il passaggio alla classe successiva. Un anno fa scrivevamo che si tratta di un’opportunità sempre esistita ma che sta prendendo sempre più piede (parliamo di circa 2.000 famiglie in Italia) a causa dei timori legati alla Pandemia del covid 19. Ora, però, si scopre che nell’ultimo periodo è aumentato il numero di alunni che si avvalgono di questa opportunità, della formazione nelle mura domestiche. E anche di molto.

I pedagogisti sono scettici

Ricordiamo che diversi pedagogisti hanno bocciato una scuola di questo genere. Ad esempio, secondo Daniele Novara, autore di diversi libri sull’educazione e fondatore del Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti, non si tratta di una scelta corretta perché l’homeschooling può comportare diversi rischi: in particolare quello legato al fatto che i genitori si sostituiscono agli insegnanti, considerando che gli aspetti emotivi possono diventare prevalenti rispetto la sfera dell’apprendimento.

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Il caso Alto Adige: 600 alunni hanno detto sì

Solo in Alto Adige, sono diventati ormai quasi 600 i bambini e ragazzi, soprattutto di famiglie no mask, che non si recano a scuola e praticano l’homeschooling. In ogni caso, diversi fanno parte di famiglie contrarie al Green pass.

La Provincia di Bolzano vuole vederci chiaro: teme, infatti, che questo possa non avvenire, almeno in alcuni casi. E che in questi contesti, i figli siano perciò abbandonati a loro stessi per quanto riguarda la formazione.

Il Consiglio provinciale, quindi, intende discutere di un’eventuale stretta, con le nuove norme che verranno discusse l’8 ottobre.

Achammer: non basta l’emergenza Covid

Secondo l’assessore all’istruzione di lingua tedesca Philipp Achammer “questo tipo di istruzione è chiaramente un diritto, ma dall’altra parte c’è anche il diritto del bambino ad accedere all’istruzione. Per questo dobbiamo avere più possibilità di verificare se il diritto del bambino viene tutelato, perchè non ci possono essere solo i motivi delle misure Covid per strappare il bambino dalla scuola”.

“Dall’altra parte c’è anche una responsabilità dei genitori che devono tutelare il diritto del bambino”, ha detto ancora Achammer.

Vettorato: controlli periodici

Per l’assessore all’istruzione di lingua italiana, Giuliano Vettorato “l’istruzione parentale è prevista dalla Costituzione e come tale va rispettata. Con questo disegno che presentiamo in aula cercheremo di normarla, proprio per garantire quel grado di istruzione ai ragazzi e fare una verifica del grado di istruzione raggiunto”.

“Intendiamo anche prevedere che le domande di istruzione parentale vengano presentate entro l’estate, a differenza di quanto avviene ora, visto che attualmente possono essere presentate in ogni periodo dell’anno. Infine – ha concluso Vettorato -, sono previsti dei controlli periodici ed un esamino finale, proprio per verificare che i ragazzi abbiano seguito il programma”.