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I bambini-soldati all’Onu

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Alhaji  Babah Sawane, quattordicenne della Sierra Leone, ma già veterano di guerra – uno dei 300mila bambini/soldato costretti in più di trenta paesi a combattere tra le file degli eserciti governativi e mercenari – ha preso la parola di fronte all’esecutivo dell’Onu per dire: "A nome di tutti i bambini della Sierra Leone chiedo alla vostra organizzazione mondiale  di fare tutto il possibile per porre fine alla nostra tragedia".
Alhaji Babah Sawane aveva solo dieci anni quando è stato costretto ad arruolarsi nelle file dei Fronte dei Rivoluzionari Uniti del suo Paese, dopo essere stato strappato alla famiglia e al suo mondo infantile per essere sommariamente addestrato nell’uso delle armi.
Ha aggiunto: "Vi chiedo di aiutarci a ritrovare la possibilità di circolare liberamente in tutte le zone del Paese e  di fare visita alle nostre famiglie, ai nostri amici, senza il terrore di essere rapiti e reclutati e gettati dentro a chissà quali orrori".

Approfittando del clima creato intorno a lui, anche per il  fatto che mai era capitato che un ragazzo parlasse dinanzi all’esecutivo delle Nazioni Unite, ha continuato:"Ho fatto cose terribili. Ho visto fare cose terribili. Le abbiamo fatte noi bambini e le hanno fatte gli adulti".

Si è augurato, infine, che l’Onu organizzi nei Paesi in cui i bambini vengono sfruttati come soldati  piani di recupero terapeutici per il loro recupero.

Il Consiglio Esecutivo dell’Onu dopo averlo ascoltato, ha adottato una risoluzione urgente affinché tutti gli Stati ratifichino il Trattato che proibisce il reclutamento dei minori fino al diciottesimo anno.

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