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I “cervelli” appiattiti fanno comodo a chi governa, Serafini (Snals): dai politici sulla scuola belle parole per avere il voto, poi il nulla

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Tenere basso il livello della didattica non è solo una conseguenza dei mancati investimenti per la scuola degli ultimi decenni, ma anche una volontà politica per non alzare troppo il livello culturale del Paese: a dirlo è stato Elvira Serafini, segretaria generale Snals, durante il convegno “L’autonomia scolastica oggi, tra principio di sussidiarietà e dimensionamento degli istituti”, svolto il 4 dicembre nel Palazzo Viceconte di Matera.

Dalla politica solo promesse

“Forse l’appiattimento dei ‘cervelli’ fa comodo a qualcuno – ha detto la sindacalista – , abbiamo i nostri politici che aprono alle esigenze della scuola perché pensano ai voti, al consenso, rilasciano belle parole che finiscono nel nulla”.

Parlando della sussidiarietà, Serafini ha detto che “l’autonomia scolastica era partita basandosi su un principio sano, coinvolgeva anche le famiglie. Ma è fallita, perché a livello politico c’è stata questa volontà”.

I motivi dello sciopero del 10 dicembre

Commentando lo sciopero del 10 dicembre, la numero uno dello Snals ha tenuto a dire che “nella Legge di Bilancio non c’è copertura finanziaria per il dimensionamento, come per l’organico Covid Ata. Non abbiamo l’atto di indirizzo per il rinnovo di contratto e tanto altro. E il primo gennaio partirà un’altra stagione contrattuale”.

La segretaria generale dello Snals ha quindi ammesso che “decidere lo sciopero non è stata una scelta facile. Abbiamo discusso e poi deciso di dire ‘basta’. La nostra scuola è alla deriva: da 20 anni è l’ultimo dei problemi dei governi”.

Reggenze e organici di fatto portano discontinuità

“Abbiamo reggenze, organico di fatto, oggi l’organico Covid insufficiente: rappresentano una scuola che va avanti con grande difficoltà. L’alternanza del docente non crea continuità didattica. È un problema serio”.

Anche stavolta, ha proseguito, “tutte le prospettive e idee serie proposte al ministro Bianchi non hanno avuto seguito. E poi, mentre il ministro dell’Istruzione, per il quale abbiamo rispetto massimo, firmava con noi il Patto sulla scuola a maggio, in un’altra stanza sottoscriveva già il tradimento di quel patto”.

Gli studenti sempre più soli

Parlando dei problemi legati al Covid, Serafini ha ricordato che “gli studenti vivono la solitudine, lo ascoltiamo, è la realtà. Ho ascoltato con attenzione le parole della ragazza che ha scritto a Lena Gissi”.

“Non è un caso che i giovani sciopereranno con noi il 10 dicembre: la scuola non è attenta ai loro problemi. Vanno dallo psicologo, si sentono abbandonati. Il fallimento è percepito, da noi e da loro”.

Serafini ha concluso il suo intervento ricordando che sindacati e studenti sono “disponibili a realizzare un documento, a presentarlo nelle sedi competenti”.

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