I docenti arrivano a lezione già stanchi e i test a crocette aiutano i furbi, Affinati vuole un’altra scuola

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“I docenti italiani entrano in classe già ‘appesantiti’ dal carico burocratico: compilare moduli, fare continue assemblee, bilanci delle competenze standardizzati e pratiche amministrative mortificano l’iniziativa dei più appassionati”, su cui già pesa la “retribuzione insufficiente rispetto ai parametri europei”. A dirlo, in un’intervista alla Tecnica della Scuola, è lo scrittore e insegnante Eraldo Affinati, a margine della presentazione dell’indagine “Comprendere la scuola oggi”, curata per la Cisl Scuola da Ipsos Italia diretta dal sondaggista Nando Pagnoncelli.

Lo scrittore ha anche criticato il reclutamento dei docenti, tutto orientato “a scremare i partecipanti”: riferendosi al concorso ordinario di questi giorni, con un altissimo numero di respinti, ha detto che “i test a crocette rischiamo di lasciare indietro gli insegnanti più bravi e far passare magari i più furbi”. È giunta l’ora di “rivedere il sistema di reclutamento”, ha sottolineato.

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Affinati ha quindi parlato della carenza della sicurezza degli edifici scolastici, anche quelli di nuova generazione.

Ha quindi detto che occorre puntare su “un presidio etico della del territorio, soprattutto per coinvolgere nell’istruzione dei giovani tutte le componenti: dalla famiglia ai docenti e tutte le associazioni”.

Affinati ha infine condannato “la dispersione scolastica”, definita “una ferita sanguinosa che ci portiamo avanti”.

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