Home I lettori ci scrivono I figli della DaD si distinguono anche all’università

I figli della DaD si distinguono anche all’università

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No all’abolizione degli esami di Stato. Alla petizione di un gruppo di studenti che hanno chiesto al ministro dell’istruzione di evitare, quest’anno, l’esame di maturità perché la didattica a distanza non darebbe un’adeguata preparazione, rispondono Alessia Fragale e Giuseppe Dattilo, ex studenti del liceo scientifico “Galileo Galilei” di Lamezia Terme, i quali affermano l’importanza dell’esame come momento formativo, anche dopo un’esperienza di didattica a distanza.

Lo scorso anno, Alessia e Giuseppe, dopo tre mesi di Dad, hanno affrontato brillantemente l’esame di stato e hanno poi affrontato i test universitari, classificandosi, rispettivamente, prima e secondo alla facoltà di medicina, a Catanzaro. Brillanti risultati sono stati ottenuti, sia all’esame che all’università, anche da altri alunni della VD (a.s. 2019/2020), autori di un progetto dal titolo “Matematica a distanza”, pubblicato dalla rivista Tecnica della Scuola.

Così racconta Alessia Fragale la propria esperienza: “Nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, anche la mia classe ha vissuto l’esperienza della didattica a distanza. Noi alunni, insieme ai professori, ci siamo trovati di fronte ad una situazione difficile e inaspettata, a cui la scuola italiana ha cercato di rispondere nel migliore dei modi, garantendo agli studenti la possibilità di continuare ad apprendere mantenendo un confronto diretto con i professori e i compagni di classe.

Sebbene la DAD presenti dei limiti- dice Alessia- essa è a parer mio un valido strumento di apprendimento; in quei tre mesi io sono riuscita a studiare, ho imparato nuovi concetti e ampliato il mio bagaglio culturale, cosa che mi ha permesso di arrivare pronta e abbastanza tranquilla agli esami di Stato, consapevole di avere le conoscenze e le capacità per affrontarli adeguatamente.

Inoltre, alcuni degli argomenti studiati durante gli ultimi mesi di scuola mi sono serviti molto per me per la preparazione al Test di medicina. Anche in questo caso ho potuto appurare, durante il ripasso per il test, di aver ben assimilato gli argomenti studiati in DAD. In conclusione, posso dire che la didattica digitale sia un valido metodo di insegnamento in momenti difficili come quello che stiamo vivendo.

Inoltre, sfruttando al massimo le risorse fornite dagli insegnanti, gli studenti del quinto anno possono arrivare pronti agli esami di Stato e ben equipaggiati anche per i test d’ingresso all’università, che potranno superare brillantemente come me e i miei compagni.

Un giudizio positivo confermato da Giuseppe Dattilo: “L’emergenza sanitaria ha stravolto il modo tradizionale di fare lezione. In base della mia personale esperienza posso dire che per quanto riguarda le discipline umanistiche la qualità dell’insegnamento è rimasta più o meno la stessa, in quanto si tratta di materie orali e discorsive, per cui non fa molta differenza se il professore parla in presenza o in videolezione.

Più complicato è il discorso per le materie scientifiche, più tecniche, perché senza gli strumenti che permettono al docente di ricreare la lavagna usata in classe, sulla quale si svolgono esercizi e si dimostrano teoremi, la Dad è un po’ più disagevole.

Tuttavia, nonostante il disorientamento iniziale ed i problemi tecnici, la mia classe si è trovata bene in Dad. Sia perché i nostri professori si sono organizzati con videconferenze, dispense, video e powerpoint, sia perché noi alunni abbiamo reagito in maniera attiva a questa situazione, cercando di andare incontro ai docente e impegnandoci il più possibile.

Certo, la Dad è uno strumento efficace ma non può mai sostituire la lezione in presenza, perché non dà la possibilità di ricreare la classe reale, con le sue relazioni umane tra alunni e professori”.

Sull’esame di Stato, Giuseppe racconta: “Io, inizialmente, ero favorevole alla sua abolizione, non per una questione di preparazione, ma per l’ansia, la paura e lo stress potenziati dall’emergenza sanitaria e dal clima generale di incertezza. Poi, però, mi sono poi ricreduto, ho capito che affrontare l’esame è stato importante per la mia formazione.

Ogni esame è una sfida, un’opportunità di crescita. Aggiungo che l’esame di stato e il test di medicina non sono così distanti tra loro, come si pensa, infatti i due percorsi di preparazione hanno molti argomenti in comune, cittadinanza, chimica, matematica e fisica, e anche gli argomenti delle discipline umanistiche dell’ultimo anno possono comparire nelle domande di cultura generale.

Insomma- conclude Giuseppe- nonostante la Dad sia stata sicuramente più pesante della didattica frontale, con impegno ed organizzazione è possibile prepararsi bene e ottenere ottimi risultati”.