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I precari: non siamo fenomeni da baraccone, no al reality Canale 5

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webaccademia 2020
Mentre il ministro Gelmini annuncia “l’immissione in ruolo di circa 20-30 mila persone”, i precari della scuola tornano a farsi sentire per l’ennesima iniziativa che, a loro dire, li penalizza: si tratta della selezione che i responsabili delle reti Mediaset hanno avviato da qualche giorno per organizzare un reality show, da trasmettere su Canale 5 e con protagonisti degli ex concorrenti televisivi, poco acculturati, a cui i supplenti (disoccupati) della scuola avrebbero il compito di insegnare delle nozioni per non sfigurare in una futura gara di quiz: i diretti interessati, attraverso i forum di categoria, hanno già bollato l’iniziativa come  ‘scandalosa’, dietro la quale vi sarebbe solo la squallida volontà di ‘spettacolarizzare un vero dramma’. Il riferimento è al taglio triennale di circa 85.000 cattedre deciso dal Governo. A rimanere senza lavoro sono e saranno un po’ meno, grazie ai pensionamenti. Ma ciò non toglie che la situazione rimane molto difficile, legata alle’esito delle sentenze dei giudici a cui, di volta in volta, risponde il Miur tramite atti legislativi approvati dalla maggioranza. Senza contare che masticheranno amaro anche quelli di ruolo quando scopriranno che i supplenti meglio classificati si aggiudicheranno, sembra, un premio in denaro equivalente a 10 anni di stipendio (quindi almeno 250.000 euro!).
Furioso il commento del Coordinamento precari scuola: “prima la politica riduce alla fame i precari della scuola, poi arriva il reality show che ha l’unico scopo di sfruttare la disperazione per denigrare i precari della scuola rendendoli fenomeni da baraccone. A noi non interessa chi sia l’ideatore di un simile contenitore, vorremmo solo ricordare a lui (o loro) che la dignità del personale docente precario della scuola, tanto più se disoccupato, non è in vendita e non verrà sacrificato – conclude il Cps – sull’altare del peggiore dei format televisivi”.
Parole simili vengono pronunciate da Maria Cristina Rossi, docente precaria intervistata da Rai3, che svela anche un retroscena: lo staff di Canale 5 avrebbe già “contattato la presidente del Comitati insegnanti precari chiedendogli nominativi per fare di provini: riteniamo questa decisione una vera mancanza di rispetto verso lavoratori che svolgono la professione di insegnante con dignità e forte senso del dovere”.
Sull’argomento rimandiamo anche alla lettera inviata nei giorni scorsi da una docente e pubblicata nella rubrica “I lettori ci scrivono”.
Ad alimentare la polemica c’è anche la Flc-Cgil, secondo cui il reality è “una vera, autentica, clamorosa vergogna, mentre il Governo declina ogni responsabilità nei confronti dei precari inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, mentre Tremonti finge di non vedere la nostra ‘Operazione centomila’, con cui abbiamo dimostrato che ci sono i posti per assumere e che lo Stato addirittura risparmierebbe. E mentre la Gelmini continua la sua opera di distruzione dell’istruzione pubblica, contribuendo a scippare democrazia al nostro Paese.
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