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I ragazzi imparano la disabilità

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Che cosa succede, scrive Il Redattore sociale,  se a un adolescente tra i 14 e i 19 anni si ottundono i sensi e le capacità motorie? Se gli si chiede di camminare con gli occhi bendati, di sostenere una conversazione con i tappi alle orecchie o di muoversi senza poter utilizzare gli arti inferiori? Succede, a quanto pare, che ne guadagna in consapevolezza ed empatia. Almeno è quanto raccontano i formatori dell’Enigm Piemonte e del Cfiq di Pinerolo, due enti di avviamento al lavoro che hanno chiesto a oltre 450 ragazzi piemontesi di sperimentare le difficoltà motorie e sensoriali che fanno parte del vissuto quotidiano delle persone disabili.

Si chiama “Gulliver: un nano tra i giganti”, un’idea che arriva dall’associazione torinese BlueBook, che  grazie a un bando regionale dell’agenzia Piemonte lavoro, ha codificato una piattaforma didattica sulle pari opportunità “a tutto tondo”, con l’obiettivo di educare i ragazzi in età scolare alla consapevolezza e al rispetto delle diversità.

Conclusa la fase sperimentale, gli ideatori di Gulliver stanno cercando di proporre il progetto alle scuole superiori e in attesa delle loro risposte, ci tengono a sottolineare una cosa: “a noi non interessano concetti come la pietà o la compassione. Quello che vogliamo dai ragazzi è una maggiore consapevolezza ,e dunque un maggior rispetto. Sono concetti molto diversi, e crediamo che questi ultimi, nella società attuale, possano essere molto più utili dei primi”.

Per informazioni: www.progettogulliver.it