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I sindacati dopo incontro con il Ministro Bianchi, sono molto critici

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Oggi, dopo due ore di incontro, tra il Ministro dell’Istruzione Bianchi e i sindacati, un punto importante non è stato proprio toccato: quello della riapertura della scuola in presenza a partire dal prossimo 10 gennaio.

I sindacati nei loro comunicati, sono sembrati molto critici dell’andamento dell’incontro avuto con il Ministro Patrizio Bianchi.

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Sindacati manifestano le loro perplessità

Il Segretario generale dello Snals-Confsal, Elvira Serafini, ha dichiarato che la mancata attuazione del Patto per la scuola, stipulato tra Governo e sindacati, ha deluso il mondo dell’istruzione e i risultati raccolti in legge di bilancio, tutto sommato modesti, sono imputabili essenzialmente alla posizione rigida del Governo che, fra l’altro, in vista del rinnovo del contratto, non ha previsto i necessari stanziamenti.

In considerazione di ciò, lo Snals-Confsal, per consentire alle scuole di riaprire in sicurezza, ritiene inevitabile lo slittamento della data di ripresa delle lezioni in presenza e, quindi, l’attivazione di un periodo di lezioni in DAD.

Il titolare del dicastero, conclude la Serafini, si è impegnato a riferire al Presidente Draghi le richieste sindacali relative alle risorse contrattuali e si è detto pronto a proporre entro un paio di settimane, come chiesto dai sindacati, una bozza di Atto d’indirizzo per il rinnovo contrattuale.

Nessuna dichiarazione, invece, sull’incontro con il Presidente Draghi e il Ministro Speranza, propedeutico al Consiglio dei ministri di domani.

Per la Uil scuola, ha affermato Pino Turi nel corso del suo intervento, serve un provvedimento strategico sulla scuola, anche al fine di rifinanziare il contratto oltre che risolvere la questione centrale del precariato e la situazione di sfruttamento lavorativo dei Dsga facenti funzione.

Veti politici incrociati impediscono di trovare soluzioni per superare vincoli e individuare scelte normative per il personale della scuola – ha osservato Turi. Bisogna smettere di dividere le persone e iniziare ad agire per superare le emergenze e guardare al rilancio della scuola statale e costituzionale del Paese.

Nulla è stato detto – invece – in merito alle misure che saranno prese domani in Consiglio dei Ministri per il rientro a scuola il 10 gennaio.

Un silenzio, dopo il vertice di Palazzo Chigi sul tema (ragione per la quale la riunione è stata spostata di un’ora e mezza) che i sindacati non attendevano, giudicato uno sgarbo istituzionale.

Su questo tema – ha detto Turi – il ruolo del sindacato è di tutela della salute dei lavoratori e della comunità scolastica. Nessun dato ufficiale è stato diffuso sui contagi a scuola e sul tracciamento.
L’accordo firmato (su distanziamento, aereazione, tracciamento, presidi sanitari) è rimasto sostanzialmente inattuato.

Il Coordinatore Nazionale della Gilda insegnanti, Rino Di Meglio, spiega che al tavolo sulla mobilità parteciperà soltanto se ci sono i margini per intervenire e incidere sulle decisioni da adottare, in particolare riguardo i vincoli. Non ha alcun senso discutere sui punti e sulle virgole – incalza Di Meglio – se poi ci viene negata voce in capitolo sulla sostanza dei provvedimenti”.

Sulla riapertura delle scuole il 10 gennaio, il leader della Gilda afferma che “è inutile parlarne, dal momento che sono già ampiamente note le indiscrezioni sulla decisione del governo” e ritiene che “in queste condizioni tirare dritto senza alcun ripensamento sia come mettere la polvere sotto il tappeto, perché in assenza di interventi sostanziali, le chiusure sono comunque dietro l’angolo”.

La Flc Cgil credeva che al centro della discussione ci sarebbe stato il tema della recrudescenza del virus e della riapertura delle scuole e invece, di fronte a una situazione grave che impone misure tempestive e indicazioni chiare, il Ministro si è sottratto al dibattito su questi temi e sollecitato sui contenuti della riunione svoltasi col Presidente del Consiglio su rientro in classe e regole per i contagi ha risposto che non è tenuto a riportarne i contenuti.

Una scelta che è stata ritenuta molto grave visto che Governo e Ministero fino ad oggi non hanno messo in campo nessuna adeguata strategia per contrastare l’espandersi prevedibile del contagio nelle scuole.

Il sindacato guidato dal Segretario Francesco Sinopoli precisa che per la scuola occorre un provvedimento ad hoc che recuperi tutto ciò che non è stato fatto e che implementi significativamente gli investimenti di medio e lungo periodo e le risorse per il contratto.

Occorre prorogare i contratti di supplenza covid, superando l’assurdo il termine del 31 marzo e portandolo al 30 giugno, e intervenire sull’annosa questione del precariato.

“Abbiamo riascoltato le parole già pronunciate nelle tante dichiarazioni, sempre senza contraddittorio, alle quali Bianchi è il primo a non credere”, questo quanto dichiara Attilio Fratta, Presidente di Dirigentiscuola, a seguito dell’incontro con il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che ha riferito i contenuti della legge 234/2021, legge di bilancio per il 2022.

Antonello Giannelli, Presidente nazionale dell’ANP, ha dichiarato: “al Ministro abbiamo ribadito che crediamo fermamente nella maggior efficacia della didattica in presenza rispetto a quella a distanza. Ma, proprio per questo, non sosteniamo acriticamente la retorica della ‘scuola in presenza’ a tutti i costi. Il rischio concreto è quello di riprendere le attività didattiche in presenza senza i supporti necessari per fronteggiare un contesto pandemico sempre più difficile per la gestione del servizio”.

Continua Giannelli: “è necessario che il Ministero fornisca in tempo reale i dati effettivi sulle classi in DAD, sulle unità di personale sospeso, sul numero di dipendenti e di alunni in quarantena. Le autorità sanitarie evidenziano l’inclemenza del numero dei contagi soprattutto nella fascia di età degli studenti del primo ciclo ed è doveroso tenerne conto”.