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Il contratto sulla mobilità va ritirato, Flc Cgil e Uil diffidano il ministero dell’Istruzione

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La Flc Cgil e la Uil diffidano il ministero dell’Istruzione: qualora non ritirasse il contratto da poco siglato sulla mobilità ricorreranno al giudice. Si tratta di una diffida per comportamento antisindacale e contestuale messa in mora, con richiesta di incontro. Restiamo in attesa della reazione del MI che potrebbe già in giornata fare uscire la nuova ordinanza sulla mobilità 2022.

A sfilarsi dall’attacco frontale nei confronti del ministero dell’Istruzione sono Snals, Cisl e Gilda degli insegnanti, che non hanno firmato la diffida.

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La diffida dà tempo al MI 15 giorni entro i quali – si legge nel documento firmato dal segretario Flc Cgil Francesco Sinopoli e dal segretario Uil Pino Turi – Patrizio Bianchi dovrà autorizzare la riapertura della discussione sul CCNI mobilità per tutti i lavoratori del comparto docente, educativo e Ata.

In caso di mancata convocazione da parte del MI, persistendo quella che i due sindacati definiscono una condotta anti sindacale, viene annunciato che si adiranno le vie legali.

Una battaglia che si gioca tutta, o quasi, sul vincolo triennale, che il MI ha scelto di mantenere seppure a fronte di una novità. Ricordiamo quale.

Come cambia la mobilità 2022 con il nuovo provvedimento del MI? I docenti neo-assunti a partire dall’anno scolastico 2020-2021, in deroga al vincolo triennale di permanenza, possono richiedere di essere trasferiti, ma nel primo anno di immissione in ruolo e solo per quell’anno. A quel punto, sulla sede ottenuta, scatta il vincolo triennale dall’anno successivo (a.s. 2022/2023). Un provvedimento che continua a non piacere né alla Cgil né alla Uil.