Home Politica scolastica Il Ministro a Milano incontra i rappresentanti delle scuole paritarie

Il Ministro a Milano incontra i rappresentanti delle scuole paritarie

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Hanno trovato il plauso dei presenti alcuni passaggi di programma del Ministro:

 

1. Lavorare insieme ad un sistema integrato che restituisca la funzione pubblica dell’istruzione all’essere portatrice di un interesse pubblico. Una definizione mirabile che pare superi l’annosa quanto insensata diatriba fra servizio pubblico e privato.

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2. Alla domanda – che quotidianamente attraversa le menti di chi ragiona e anima le conversazioni – sulla causa che ha impedito all’Italia di garantire il diritto alla libertà di scelta educativa, unica eccezione in Europa pur avendola anticipata sin dal 1948, il Ministro ha chiarito che la ragione è da cercare nella struttura del pregiudizio che è più forte della cultura del giudizio. Un passaggio concreto: portare a compimento la Legge Berlinguer sino a giungere alla garanzia della libertà di scelta educativa della famiglia in un sistema scolastico integrato. Alla richiesta di un percorso – a sorpresa per tutti – il Ministro ha espresso la possibilità di approfondire la proposta del costo standard.

3. Ampio spazio è stato dato all’autonomia della scuola.

4. La scuola non può essere sottoposta a regole pressanti, bensì deve rispondere a criteri di valutabilità.

 

I convenuti si sono ritrovati d’accordo riguardo ad un sistema scolastico che il Ministro ha definito, autonomo, responsabile, valutabile, aperto.

Mentre l’on.le Giannini indicava la necessità di un’azione culturale seria e costante, che spinga dal basso l’azione politica, si è evidenziata la conferma della bontà dell’azione congiunta e continuativa delle Associazioni della Scuola in Lombardia che le vede impegnate su questo fronte.

In questa prospettiva si riporta il saluto che le Associazioni presenti in Lombardia intorno al comitato di impegno per la parità scolastica hanno presentato in modo congiunto. In questa unità, oltre che nei contenuti, consiste la forza del messaggio, evidenziata dalla relatrice, in qualità di Coordinatore del Comitato di impegno per la parità scolastica regione Lombardia.

 

Gent.ma Ministro,

è un onore e una gioia portarLe il saluto a nome delle Associazioni dei Genitori (Agesc, Age, Faes), Gestori (Aninsei, Cdo opere educative, Comitato politico scolasico, Fidae, Fiilins, Fism), Docenti (Aimc, Diesse, Uciim), presenti sul territorio Lombardo e delle realtà che ciascuna di queste rappresenta. Lungo questi ultimi anni registriamo nella nostra Regione una profonda unità fra le Associazioni che hanno a cuore la madre di tutte le battaglie: “garantire la libertà di scelta educativa della famiglia in un pluralismo educativo”. Un’unità che vede le associazioni della scuola impegnate non a rinunciare alla propria specificità e ruolo sociale, bensì nella capacità di fare sintesi intorno ai due pilastri: l’effettivo esercizio della libertà di scelta educativa da parte della famiglia, che può realizzarsi soltanto in un contesto di pluralismo educativo, di cui non solo la Lombardia, ma tutta l’Italia è ricca.

E’ questa un’esperienza che certamente ci invita ad unirci, ad unire le forze, le idee, al servizio della civitas. La battaglia della parità forse, in passato, è stata rallentata da un certo atteggiamento individualistico che non ha lasciato indenne nessuna di noi Associazioni.

Siamo ora consapevoli che solo insieme conseguiremo l’obiettivo e ci auguriamo che la gravità del momento spinga ciascuno ad anteporre a tutto il diritto della famiglia; solo così potremo rafforzare e incrementare esperienze di collaborazione e saperle chiedere a tutti i livelli, in primis nel confronto diretto con le Istituzioni.

E’ in questo spirito che lungo questi mesi le Sue dichiarazioni ci hanno consentito di riflettere a fondo sulle fondamenta del Sistema Scolastico Italiano, dalla Costituente all’Unione Europea.

E’ evidente che una Nazione il cui sistema di istruzione abbia le contraddizioni a noi ben note di cui soffre l’Italia può essere definita “a rischio“. Il presidente del Consiglio Renzi ha coraggiosamente definito la scuola come “il punto di partenza.” Non uno dei tanti punti bensì il punto. Parole confermate da Lei stessa, attraverso l’affermazione chiara e inequivocabile che è “fondamentale garantire la libertà di scelta educativa“.

Il nostro auspicio è che si individuino insieme vie percorribili per realizzare gli obiettivi salienti che abbiamo individuato nel percorso da Lei tracciato e che sembra giungere a garantire quei diritti che l’Italia non ha ancora garantito, pur avendoli insegnati all’Europa sin dal 1948.

Ci ritroviamo nei Suoi passaggi che ci paiono essere:

Non avviare nuove riforme”. Il diritto alla libertà di scelta educativa in capo ai genitori che ne hanno la responsabilità in quanto tali è già ampiamente riconosciuto; risultano indispensabili pertanto azioni di fatto che segnino il passaggio dal riconoscimento del diritto alla garanzia dell’esercizio dello stesso. In questa direzione vanno poste le risorse di intelligenza del Paese, senza perdere energie in riforme che si accavallano le une alle altre.

Valorizzare l’autonomia delle scuole” è l’unica strada per incentivare la qualità e la ricchezza della diversità. Le scuole saranno cosi tutte di qualità e la differenza sarà principalmente nell’identità di ciascuna scuola che sarà l’oggetto della scelta della famiglia. La famiglia sceglierà sulla base dell’identità e dell’offerta formativa riconosciute più conformi alla propria linea educativa.
Riconoscere piena dignità alla scuola paritaria”, sia come riflesso della dignità riconosciuta alla Famiglia che deve essere libera di sceglierla, sia come istituzione esercitante un servizio pubblico e che riconosce il ruolo di Garante che è in capo allo Stato.

Considerare le spese per l’istruzione non come costi ma come investimenti in capitale umano”, soprattutto perché il riconoscimento del diritto della Famiglia che sceglie la scuola pubblica paritaria consentirebbe allo Stato di liberare risorse bloccate dallo spreco, a favore della scuola pubblica statale.

Nel ringraziarLa del coraggio e della Sua presenza fra noi, le Associazioni della scuola lombarda – ciascuna per le proprie competenze – Le assicurano la loro piena disponibilità a realizzare gli obiettivi da Lei individuati.