Home Didattica Il pericolo n°1? L’amore, secondo Alberoni

Il pericolo n°1? L’amore, secondo Alberoni

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Ordinario alla Cattolica a Milano, poi, tra gli anni Sessanta e in Settanta, rettore di Sociologia a Trento, Alberoni ha iniziato studiando i movimenti politici. Poi si è occupato di “Amore”.

L’amore non è una caduta, un accidente, come nella cultura inglese, “l’amore non è giusto o sbagliato, non ha costi e benefici. Innamorarsi- spiega Alberoni a Linkiesta- è come il lancio di un dado: tanti lanci hanno un senso economico. Se lanci un dado solo, non ci sono costi e benefici. È puro rischio. Un giorno, quando meno te lo aspetti e senza capire come mai, una persona diventa la persona più importante della tua vita. E ti cambia la vita, in modi inimmaginabili.

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“Quando questo fenomeno, questo lancio dei dadi, riguarda una sola persona diciamo che è una conversione religiosa. Quando riguarda due persone, parliamo di innamoramento, quando ne riguarda molte, lo chiamiamo movimento. Io ho studiato i movimenti e l’innamoramento, in parallelo.

Nell’innamoramento- spiega il sociologo- ci sono due individui che fondano una società nuova. Si separano da due ordini precostituiti, e creano una società nuova, un mutante. Cosa che nei matrimoni combinati non accade. Allo stesso modo, nella seconda internazionale, i comunisti volevano creare l’uomo nuovo. È il medesimo processo.

 

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“È una sorta di rivoluzione che genera il caos, quello che io chiamo uno “stato nascente”. Se prendi i libri di Agatha Christie, quasi tutti gli omicidi discendono da una relazione amorosa inappropriata. Nel contesto delle relazioni famigliari e parentali è una scheggia impazzita. Infatti nel mondo islamico, o in India, è proibito innamorarsi.

“Le società in cui non ci si può innamorare sono molto più stabili. Nelle società arcaiche e tradizionali – com’era anche la nostra, fino a qualche tempo fa – i maschi si dividono le femmine così come si dividono i campi. E le donne sono velate, per non indurre in tentazione. Poi si innamorano lo stesso, sia chiaro, ma sono consapevoli che il rischio è altissimo. In Iran ti fanno fuori se ti innamori della persona sbagliata. In India se tocchi uno di un’altra casta vai a finire nella foresta a mangiare merda.

“In occidente invece- gongola Alberoni. sta accadendo l’opposto. Ormai ti sposi o convivi solo quando sei innamorato. Quando si allenta la passione nascente, subito si dice che non si è innamorati, che non si vuole più stare assieme. Le società in cui non ci si può innamorare sono molto più stabili. Nelle società arcaiche e tradizionali – com’era anche la nostra, fino a qualche tempo fa – i maschi si dividono le femmine così come si dividono i campi. E le donne sono velate, per non indurre in tentazione»

in tali società, il matrimonio non ha senso, o comunque ne ha molto poco. Il rito arcaico del “prometto di amarti per tutto il resto della mia vita” è una promessa assurda. Nessuno può promettere una cosa simile.

Per questo- spiega ancora-  consentirei ai gay di sposarsi, ci mancherebbe, ma non c’entra nulla con l’amore. È una questione pratica, di bisogni, di responsabilità, un’assicurazione sul rischio. Due persone che si amano, del resto, non ha senso che se lo dichiarino pubblicamente. Lo sanno.

I figli sono un’altra questione. I processi demografici non c’entrano nulla con l’amore. Le coppie innamorate non sono quelle che hanno figli. La questione demografica è legata alla società prima che all’amore. È quasi un processo tribale. I figli nascono in tempo di guerra, perché c’è bisogno di soldati e di donne che fanno figli. Una società imbelle non ha bisogno di fare figli. Il figlio, in una società imbelle, è un lusso.