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In aumento gli stranieri nella scuola italiana

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I dati parlano chiaro: a parte i casi eccezionali (è di questi giorni la notizia che a Genova una classe è formata da 20 alunni, tutti stranieri) e in qualche misura "speciali" (a Roma e a Torino non mancano classi o addirittura scuole intere in cui gli alunni italiani sono una minoranza), il fenomeno è ormai generalizzato se è vero che in questo anno scolastico una classe su tre accoglie almeno un alunno straniero.
A questo punto il problema dei libri di testo diventa sempre più pressante soprattutto se si tiene conto che, secondo un’indagine condotta dalla "Commissione per le politiche dell’integrazione" insediatasi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, i testi usati nella scuola elementare sembrerebbero affrontare in modo scorretto il fenomeno dell’immigrazione.
Il "Rapporto" della  Commissione, pubblicato proprio in queste settimane,  denuncia per esempio come molto spesso – anche nei libri di testo di più recente produzione – l’immigrazione venga legata all’indigenza e alla povertà.
"In un sussidiario per la quinta – si legge per esempio nel Rapporto – la sezione sull’immigrazione rientra in quella intitolata "I nuovi poveri" e  parlando dell’immigrazione si afferma che "gli immigrati non hanno né casa né lavoro". E coerentemente si allegano due fotografie: una mostra venditori ambulanti in una strada cittadina, l’altra un ragazzo che lava il vetro di un’auto".
La Commissione ha scoperto vere e proprie "perle": in un sussidiario di classe  quarta il tema della immigrazione rientra nel capitolo che parla dei barbari, mentre i problemi della integrazione vengono così sintetizzati ed elencati: "difficoltà organizzative per accogliere gli immigrati; azioni di delinquenza compiute da alcuni immigrati senza lavoro; azioni di delinquenza compiute da alcuni italiani verso gli immigrati".
Al contrario, nei medesimi libri, il fenomeno dell’emigrazione degli italiani sembra ampiamente sottovalutato: "Un’occasione mancata – commentano gli estensori del Rapporto – per far capire ai bambini che lo spostamento in cerca di migliori condizioni è un dato anche della storia recente, e ci ha riguardato da vicino".
"La diversità tra stranieri e autoctoni – conclude il rapporto – è presentata nei libri esaminati come un dato indiscutibile e quasi immodificabile e quasi sempre come "problema" piuttosto che come occasione di arricchimento per gli italiani".
E’ questo in sintesi il monito della Commissione:  non basta avere una legislazione all’avanguardia sulle politiche dell’integrazione scolastica, è necessario che il tema dell’intercultura sia tenuto in sempre maggiore considerazione di quanti – in un modo o nell’altro – hanno a che fare con il mondo della scuola.

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