Home Generale “Istruzione, Diritto e Legalità in Sicilia”, convegno ad Enna

“Istruzione, Diritto e Legalità in Sicilia”, convegno ad Enna

CONDIVIDI

Il valore della Carta Costituzionale, per l’Associazione professionale degli insegnanti di Scienze Giuridiche ed Economiche, (APIDGE) non può essere legato alle ricorrenze e alle celebrazioni; la Costituzione va celebrata ogni giorno e lo studio non solo del contenuto, ma dei valori di cui essa è portatrice, va inserito stabilmente nei percorsi didattici di tutte le scuole.

Con questa finalità è stato organizzato all’Università Kore di Enna, in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione e Formazione Professionale” della Regione Siciliana, un seminario di studi presso la Facoltà di Scienze Giuridiche ed Economiche, che nel titolo aggrega “Istruzione, Diritto e Legalità in Sicilia”.

La scuola, che svolge un’azione sociale indirizzata alla formazione integrale dell’uomo e cittadino, attraverso l’insegnamento produce apprendimenti e quindi stimola la graduale modifica dei comportamenti nel modo di pensare, di sentire e di agire. Tra i banchi di scuola si fa esperienza di vita comunitaria e sociale, si rende concreto l’applicazione di principi e di valori, di diritti e di doveri, come ha ricordato il Presidente Mattarella in occasione del discorso di fine anno.

ICOTEA_19_dentro articolo

Dopo i saluti introduttivi della coordinatrice dell’Apidge Sicilia Est, Prof.ssa Alessandra Tricani; del presidente dell’Università, Cataldo Salerno e del preside della Facoltà di Giurisprudenza, Roberto di Maria, sono intervenuti il presidente nazionale dell’Apidge, Ezio Sina e il prof. Gaetano Centorbe, i quali hanno tracciato il focus del problema, constatando che dei 18.000 docenti di discipline giuridiche ed economiche ben 6.000 vengono utilizzati per supplenze o per il sostegno ai disabili  (senza titolo)  e non viene valorizzata la loro professionalità.

La frammentarietà dei progetti di legalità messi in atto nelle scuole non contribuisce alla formazione civica di tutti gli studenti e molti rimangono privi delle conoscenze basilari del vivere civile.

I Parlamentari invitati: On. Alessandro Battilocchio firmatario del DDL C688; la Senatrice Barbara Floridia di 5 Stelle ( DDL S693) e la Sen, Nadia Ginetti del PD (DDL S233), rimasti bloccati alla Camera per l’approvazione d’importanti provvedimenti, hanno inviato dei video messaggi, indicando ciascuno, pur appartenendo a schieramenti politici diversi, la necessità e l’urgenza di introdurre nell’ordinamento scolastico la disciplina dell’Educazione Civica e di valorizzare le risorse interne di Docenti di Diritto e di Economia.

Le esperienze scolastiche di Educazione Civica applicata sono state esposte dal preside Giuseppe Adernò, ideatore dei Consigli Comunali dei Ragazzi che mettono in pratica, mediante “compiti di realtà” la cultura della democrazia partecipata e attiva bella “scuola-piccola città” e la dirigente dell’Istituto “Federico II“ di Enna, Giuseppina Gugliotta, la quale ha messo in luce la progettualità educativa e interculturale dell’Istituto che realizza molteplici iniziative di legalità e d’impegno civile, valorizzando i docenti di Diritto assegnati alla scuola.

Molto apprezzati sono stati gli interventi del presidente del Consiglio Nazionale Forense, avv. Massimo Dell’Utri di Caltanissetta, che ha coinvolto gli studenti in speciali esperienze professionali nel settore giuridico e amministrativo; la testimonianza dell’On. Sonia Alfano, presidente dell’Associazione Familiari Vittime della mafia; la relazione sul tema della legalità nella Costituzione italiana, presentata dal prof. Enrico Cuccodoro, docente di Diritto Costituzionale all’Università del Salento. L’educazione alla cittadinanza, activa societas, favorisce l’educazione alla pratica democratica nel solco dei principi di legalità, ragionevolezza e patriottismo costituzionale”

Le conclusioni del convegno sono state affidate all’Ing. Filippo Ciancio della Direzione Regionale dell’Istruzione, il quale ha condiviso la progettualità emersa dal seminario e si auspica che, coinvolgendo l’Assessorato Regionale all’Istruzione si possa avviare dal prossimo settembre un progetto sperimentale per le classi prime delle scuole siciliane di I e II grado, introducendo nel curricolo ordinario l’insegnamento sistematico e graduale di Cittadinanza e Costituzione.

La gradualità dell’avvio di questa sperimentazione assicura un percorso di costante miglioramento nella realizzazione del progetto che coinvolge la scuola e ne assicura un efficace successo formativo, investimento e garanzia per una società migliore.

CONDIVIDI