Home Archivio storico 1998-2013 Generico L’operato delle Rsu: negativo per un lavoratore su 3

L’operato delle Rsu: negativo per un lavoratore su 3

CONDIVIDI
  • Credion

Un lavoratore della scuola su tre valuta negativamente l’operato delle RSU nella scuola e nell’università: è il dato che emerge da un sondaggio on-line lanciato dalla Flc-Cgil nei giorni scorsi e al quale stanno partecipando migliaia di docenti e Ata di tutta Italia.
La domanda del sondaggio è piuttosto chiara: “Nella scuola, nell’università, negli enti di ricerca e nell’accademie e conservatori esistono le RSU come forma di rappresentanza dei lavoratori. Qual è il suo giudizio sull’operato delle RSU?”
Ebbene, il 12% esprime un giudizio “molto positivo”, il 55% “positivo”, ma c’è un 24,5% che formula un giudizio “negativo”; mentre il giudizio di “molto negativo” viene espresso dall’ 8% dei 2075 visitatori del sito che hanno risposto alla domanda.
Il dato è francamente piuttosto impressionante proprio per la fonte da cui proviene.
C’è da credere che il sito della Flc-Cgil sia frequentato soprattutto da iscritti o simpatizzanti del sindacato e certamente anche da RSU che utilizzano il sito per avere informazioni di vario genere.
E’ ragionevole pensare che chi ha risposto alla domanda sia persona sensibile al valore della rappresentanza sindacale e proprio per questo stupisce non poco che una persona su tre valuti negativamente l’esperienza delle RSU nella settore della conoscenza.
Si potrebbe pensare che una percentuale così alta sia dovuta a “infiltrati” o “provocatori” che hanno dato questa risposta per creare confusione.
Ma non sembra che questa spiegazione regga molto in quanto il questionario contiene anche altre domande a cui vengono date risposte molto prevedibili o comunque “in linea” con le posizioni politiche della Flc.
Per esempio alla questione “In questi ultimi tempi c’è un grande dibattito sulle forme di rappresentanza dei lavoratori, come ad esempio nel caso Fiat. Cosa pensa ?” solo il 10% risponde “E’ in atto un tentativo di modernizzare le forme di rappresentanza”, mentre l’80% ritiene che
“sia in atto un tentativo di eliminare le forme di rappresentanza”.
Ma c’è un’altra domanda chiave:
“Le RSU, rappresentanze sindacali di luogo di lavoro, possono contrattare ed essere informati su questioni importanti che attengono alla condizione del lavoro. Questa funzione secondo lei….”
Il 20% risponde “Non cambia nulla”, mentre il restante 80% attribuisce un valore positivo alle RSU.
La conclusione che si può trarre è che una persona su 5 non attribuisce un particolare valore alle RSU e addirittura una su 3 ritiene persino negativo l’operato delle rappresentanze sindacali nella scuola.
Non è nostro compito commentare più del necessario questi dati, ma forse i sindacati del comparto scuola dovrebbe almeno porsi qualche domanda