Home Archivio storico 1998-2013 Generico La cattiva condotta torna ad essere motivo di bocciatura

La cattiva condotta torna ad essere motivo di bocciatura

CONDIVIDI
  • Credion
Il voto in condotta tornerà ad essere motivo di bocciatura: a volerlo è stato direttamente il ministro Giuseppe Fioroni che il 13 giugno ha presentato la novità nel nuovo Statuto degli studenti e delle studentesse al Consiglio nazionale della pubblica istruzione. 
Visto che la risposta del Cnpi ha buone possibilità di essere positiva, almeno nella sostanza, già dal prossimo anno scolastico la cattiva condotta scolastica, soprattutto se aggravata da atti di bullismo o violenza gratuita, tornerà ad essere motivo di bocciatura.
L’esclusione del voto di condotta dal profitto risale al 1999, quando Luigi Berlinguer decise che era il momento di non bocciare un alunno solo perché autore di comportamenti inadeguati. 
Dopo la recente esplosione di fatti, aneddoti e video di bullismo riversati su internet, il ministro Fioroni ha detto, però, che era il caso di dire basta alla tolleranza: il nuovo Statuto prevede che quando si accerterà che lo studente si è lasciato andare a comportamenti violenti o lesivi della dignità altrui, procurando addirittura “allarme sociale”, il consiglio di classe potrà andare anche oltre l’attuale soglia dei 15 giorni di sospensione.
Viene introdotta la possibilità di espellere il giovane “reo” anche per tutto l’anno scolastico, con la possibilità comunque di reintegrarlo dopo l’inevitabile bocciatura. Nei casi meno gravi invece lo studente potrà “sanare” la scorrettezza, più venale, attraverso esperienze compensative di tipo sociale: come le attività di recupero in favore della comunità, come la pulizia scolastica, piccole opere di manutenzione o semplicemente il fare volontariato.
Il nuovo Statuto, nel ripristinare l’incidenza della condotta sulla valutazione finale, indica a docenti e dirigenti scolastici solo le modalità generali, senza entrare nel merito, da adottare: saranno poi i singoli collegi dei docenti a determinare nello specifico quali comportamenti e situazioni inappropriate costituiscano causa sanzioni e quali provvedimenti prendere. 
L’idea di fondo di viale Trastevere è che le punizioni da applicare dovrebbero in ogni caso essere proporzionate alla gravità dell’atto. 
Le sanzioni per i reati più gravi, inoltre, potranno essere solo decise da un organo collegiale e dai presidi. 
Non è previsto poi che uno studente possa essere punito per aver espresso le proprie opinioni, sempre se civilmente e senza ledere la dignità altrui. 
Tutti gli studenti sanzionati potranno inoltre presentare ricorso a un organo di garanzia interno alla scuola, composto da docenti e almeno un rappresentante degli studenti, e al direttore scolastico regionale. 
L’ultima parola sui ricorsi spetterà al direttore dell’ufficio scolastico regionale.
Nel nuovo statuto, infine, all’articolo 5-bis è previsto un maggiore coinvolgimento delle famiglie, concetto più volte auspicato dal ministro Fioroni: all’atto dell’iscrizione i genitori dovranno infatti firmare una sorta di “patto di corresponsabilità” con l’istituzione scuola, nel quale è prevista la presa in carico delle spese per sanare eventuali danni materiali e morali procurati dai figli: che così si ritroveranno doppiamente bocciati.