Home Didattica La scuola delle competenze: l’esperienza della prof

La scuola delle competenze: l’esperienza della prof

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La mia sfida quotidiana è coinvolgere i miei ragazzi dell’Istituto Agrario nella costruzione e valorizzazione delle loro competenze”: una docente di lettere racconta al Sole 24 Ore il suo lavoro, ispirato “alle grandi donne della scuola: da Maria Montessori a Dianora Bardi”.

Nonostante le aule dell’Istituto siano molto tradizionali, il metodo didattico si basa sul “circle time ed il brainstorming costruisco l’EAS (episodio di apprendimento situato) necessario nell’hic et nunc”

“L’esperienza che vi voglio raccontare è la realizzazione di un Compito Autentico: l’organizzazione di una serata nella Sala Civica del Comune di Caldiero (Verona) per informare la Cittadinanza sui rischi dei PFAS (sostanze perfluoro alchiliche) presenti nell’acqua di alcuni paesi tra la provincia di Verona e Vicenza. Il lavoro è la conclusione di un progetto multidisciplinare di Educazione alla Cittadinanza e al Bene Comune.

Sono stati organizzati incontri con esperti, visione di filmati e letture di documenti per informare tutti gli studenti del problema: alcuni di essi lo vivono sulla loro pelle, perché abitano nei Comuni più colpiti dall’inquinamento da PFAS. Loro stessi poi hanno deciso di lavorare in gruppo per creare una rassegna stampa, stilare dei questionari, somministrarli alla popolazione di più paesi, elaborarne i dati, costruire grafici ed esporre le conclusioni in un’assemblea pubblica.

Le competenze in gioco sono state molteplici: relazionali, linguistiche, statistiche, grafiche ed ovviamente digitali, perché gran parte del lavoro si è svolto con tablet o pc”.

Inoltre, aggiunge la prof, Grazie al web i ragazzi ricercano su Internet, scrivono articoli condivisi, mentre io posto materiali sul mio blog o sul registro elettronico, così collaboriamo nella classe virtuale”.

Un grande punto di forza nella realizzazione dei progetti “è la condivisione coi colleghi in fase di progettazione, coi ragazzi in fase di realizzazione e con le famiglie nella fase di elaborazione e conclusione”.

Immagino una scuola attiva, in continuo movimento, con tanto entusiasmo e voglia di fare. Immagino ogni scuola diversa dall’altra, in base alle esigenze dei ragazzi, alle risorse del territorio, alle idee dei docenti. Immagino una scuola che i ragazzi frequentino “quasi volentieri” perché in essa vedono un ambiente che li aiuta a sviluppare le loro competenze, fruibili nella vita e nel mondo del lavoro”.