Home I lettori ci scrivono La scuola è davvero una priorità per il Governo?

La scuola è davvero una priorità per il Governo?

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Gentili lettori, cari docenti,

a scuole aperte da pochi giorni già ci ritroviamo le classi con alunni in quarantena per non parlare del disagio che proviene dallo stare tutti in aula senza distanziamento e in mascherina per ore col caldo settembrino.

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Ma tutto ciò a chi governa e a chi dovrebbe tutelarci cosa interessa? Palesemente nulla.

Per oltre un anno hanno associato con orgoglio la parola priorità alla scuola ma ovviamente era tutta una finzione scenica.

All’istruzione, durante una pandemia così difficile da affrontare, sono andate nell’ordine, mascherine farlocche, banchi a rotelle, vaccino con la più bassa efficacia, poi tolto dal mercato e, dulcis in fundo, i tamponi salivari che, non validi per ottenere il green pass, sono stati ritenuti invece validissimi per il ritorno alle lezioni in presenza in sicurezza!

Altro che priorità alla scuola cari politici, altro che scuola come “potente antivirus” come qualcuno ha sentenziato!

Alla scuola pubblica invece, come succede ormai da sempre, è destinato lo scarto!

Sperando che il covid lasci definitivamente le nostre esistenze prima possibile, la conclusione non può che essere una: dopo quasi due anni ci ritroviamo in maschera e nelle stesse condizioni e con gli stessi problemi di prima: classi pollaio, che, al netto delle fantasiose idee di Bianchi, non sono solo quelle con più di 27 alunni, edifici fatiscenti, aule e palestre disastrate, laboratori messi “alla meglio” e, di conseguenza, una marea di docenti stufi e demotivati.

La realtà del ritorno a scuola è questa, non quella raccontata e idealizzata dai governanti all’inaugurazione del nuovo anno scolastico a Pizzo Calabro. Al Sud poi, lo sappiamo, questi problemi diventano ancor più pesanti e non serve inaugurare l’anno in Calabria per risolverli.

Nemmeno il covid è servito a smuovere le acque torbide dell’indifferenza, dell’assoluto disinteresse per il mondo scuola.

Ed è davvero una vergogna.

Dino Bocchetti