Home Politica scolastica La scuola è in subbuglio, ma rivoluzione del Governo è sacrosanta

La scuola è in subbuglio, ma rivoluzione del Governo è sacrosanta

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La scuola, tanto per cambiare, è in subbuglio.

Per gli esiti disastrosi dei concorsi per docenti (i bocciati arrivano all’80% in alcune materie), per presidi che si ritrovano, in tanti, a seguire due scuole (e a non poter fruire, così, delle sacrosante ferie), per il crescente numero di classi pollaio, vista la bocciatura da parte del ministero delle richieste di insegnanti necessari per una equilibrata vita delle classi, dato il rischio di classi pollaio. Per, infine, il trasferimento al nord di docenti vincitori dell’ultimo concorso.

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Non solo. Entro il 31 agosto gli stessi presidi sono chiamati, sulla base dei criteri stabiliti dal Comitato di Valutazione, ad assegnare dei “bonus premiali”, cioè riconoscimenti economici extra ai docenti giudicati meritevoli. È la fine del finto egualitarismo.

Oltre a ciò, in questa complessità, c’è una ulteriore piccola luce che si è accesa, per la prima volta: la possibilità da parte dei presidi di “chiamare” i docenti (“organico potenziato”) non più sulla base delle graduatorie (che non erano per merito, ma solo per anzianità), ma di un CV, delle esperienze maturate, di un colloquio.

Una bella novità. Perché, finalmente, come è già in tutto il mondo del lavoro, si pone fine al vecchio modello assistenzialista. 

Resta la questione aperta, che è un non-senso: a settembre nelle scuole avremo i docenti titolari che rimangono inamovibili, al di là del valore del loro servizio, e questi docenti “chiamati” che avranno un contratto triennale. Una forma di contratto, quello triennale, che già da anni hanno gli stessi presidi, valutatati di volta in volta dalla direzione regionale in vista della conferma o meno in una scuola, o, se non giudicati idonei, trasferiti d’ufficio.

A settembre chi, dunque, entrerà in classe? I presidi, sulla base di una valutazione di merito, potranno assegnare alle classi i docenti titolari oppure questi nuovi docenti “chiamati”. E valuteranno di anno in anno chi è in grado di garantire un migliore servizio. Chi non entrerà nelle classi, farà supplenze oppure verrà incaricato per seguire progetti od iniziative di supporto.

Una vera rivoluzione. Sacrosanta. Perché finalmente l’accento viene posto sugli utenti, cioè sul valore del servizio agli studenti e alle famiglie. 

 

Gianni Zen, dirigente scolastico liceo Brocchi di Bassano del Grappa

 

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