La scuola non è una gara, ma non può neppure limitarsi ad essere luogo di “socialità” [INTERVISTA]

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La Scuola deve essere comunità di apprendimento e non arena di competizione: potrebbe essere questo, in estrema sintesi, il tema del convegno in programma a Piacenza il prossimo 20 aprile.
Ne parliamo con il pedagogista Daniele Novara, presidente del Centro Psicopedagogico che organizza l’iniziativa.

Il punto di partenza è l’attuale sistema di valutazione attuale, basato spesso su prove standardizzate, che favorisce un approccio sbagliato al processo di apprendimento: invece di concentrarsi sui progressi degli studenti, si tende infatti a cercare gli errori, alimentando un clima di competizione e stress.
Al contrario la scuola deve essere intesa come una comunità di apprendimento, in cui ogni studente ha il proprio spazio per costruire il proprio futuro. Questo richiede un ambiente accogliente e stimolante, che favorisca il desiderio di apprendere.

Non si tratta di eliminare completamente la competizione, ma piuttosto di spostare il focus sull’impegno individuale nel migliorarsi continuamente. La competizione dovrebbe essere con se stessi, cercando di superare i propri limiti e raggiungere risultati sempre migliori.
Le stesse neuroscienze, d’altronde, confermano l’importanza della socialità nell’apprendimento e hanno dimostrato che gli studenti imparano non solo dagli insegnanti, ma anche dai propri compagni. Questo approccio favorisce la sincronia sociale e stimola il desiderio di apprendere.

Il convegno si pone l’obiettivo di promuovere una visione della valutazione come strumento di supporto per gli studenti, incentrata sui loro progressi anziché sui voti numerici. Si cerca di aprire un confronto sulla migliore modalità di valutare gli alunni, evitando un approccio puramente quantitativo.