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Largo allo psicologo a scuola, docenti e genitori non ce la fanno: presentato ddl

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Introdurre una normativa che apra le porte dello psicologo a scuola, perché gli insegnanti hanno bisogno di una figura esperta che gli indichi la strada da seguire in tutti in casi disagio studentesco: a chiederlo, attraverso un disegno di legge, è la senatrice del Pd Laura Fasiolo.

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Il ddl è stato reso pubblico, attraverso un convegno tenuto lunedì 30 ottobre presso la Sala degli atti parlamentari della Biblioteca del Senato.

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Nel corso del convegno, dal titolo “Giovani a misura di futuro: perché lo psicologo della scuola”, la senatrice ha detto che “questa legislatura è stata molto proficua sul tema della scuola. Abbiamo fatto passi enormi dopo anni di tagli e mortificazioni, penso alla legge sulla Buona Scuola, ai nuovi concorsi, ai miliardi investiti per l’edilizia scolastica. Sarebbe molto importante che il Governo riuscisse ad aprire una riflessione anche sullo psicologo a scuola perché l’Italia è rimasta il solo Paese europeo a non prevedere l’istituzione di questa figura fondamentale”.

IL PRESIDENTE DELL’ORDINE: SERVE UN PUNTO DI RIFERIMENTO CONTRO IL DISAGIO GIOVANILE

A caldeggiare la proposta è il presidente dell’Ordine degli Psicologi, Fulvio Giardina: “In anni così delicati servirebbe una ‘spia’ del disagio o di patologie potenziali, un supporto a contrasto del fenomeno del cyberbullismo, un punto di riferimento per l’adolescente”.

Docenti e genitori hanno bisogno di riconoscere e gestire con competenza, grazie ad aiuti indispensabili di professionisti, i problemi affettivi, relazionali, comportamentali, cognitivi del complesso fenomeno adolescenziale. Partendo dall’assunto che i docenti, quantunque formati e specializzati, non sono più sufficienti a dare da soli risposte ai bisogni emergenti e che anche le buone pratiche diffuse in Italia e che in alcune regioni toccano punte di eccellenza non possono bastare, si ravvisa il bisogno di una normativa che regoli l’istituzione della figura dello psicologo”.

LO PSICOLOGO IN CLASSE PERO’ NON PUO’ ENTRARE
Va sottolineato, comunque, che lo psicologo a scuola deve essere comunque iscritto nell’annotazione come psicoterapeuta, aggiuntiva all’iscrizione all’albo degli psicologi, con ampia esperienza, accumulata dopo un tirocinio svolto in strutture pubbliche o private convenzionate con l’Università.
Inoltre, dovrà operare in un ufficio, previo appuntamento. Quindi, non entrerà in classe: ricordiamo, a tal proposito, di recente la Cassazione si è espressa sostenendo che gli psicologi possono stare in classe solo se i genitori degli alunni sono stati informati della loro presenza e hanno dato il consenso a che i comportamenti dei figli siano sotto osservazione clinica: la sentenza ha riguardato il caso di una classe primaria di Arezzo, dove lo psicologo aveva operato in classe senza l’autorizzazione dei genitori degli alunni commettono il reato di violenza privata.

E con lui, a rischiare grosso sono anche i docenti, che lo hanno assecondato, il dirigente scolastico, che ha fornito il lasciapassare in classe senza avvisare nemmeno le famiglie.