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L’auto finisce nel giardino di un asilo dell’Aquila: un bambino perde la vita, altri feriti. Un papà: “Sembrava un girone dantesco”

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Dall’Aquila giunge una notizia terribile: un gruppo di bambini che stavano giocando nel giardino dell’asilo della scuola dell’Infanzia 1° Maggio della località Pile, vicino il capoluogo, è stato investito da un’auto, una Passat, che ha sfondato la recinzione esterna ed è piombata sui piccoli. Uno di loro, di appena quattro anni, ha perso la vita. L’auto sarebbe di una madre che era andata a prendere il figlio nella stessa struttura.

Un altro bimbo è stato rianimato per 40 minuti e poi condotto in elisoccorso all’ospedale Bambino Gesù di Roma. Altri due bimbi sono stati portati al policlinico Gemelli, altro nosocomio della capitale. Ancora altri due bambini, meno gravi, sono ricoverati nell’ospedale dell’Aquila.

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Dalle prime informazioni che giungono dalla città abruzzese, sembra che la macchina stesse parcheggiata in salita ed improvvisamente si sarebbe sganciato il freno a mano. A bordo dell’automobile, tra l’altro, vi era anche un bambino di 8-10 anni.

Al Pronto soccorso pediatrico dell’Aquila, oltre ad ulteriore personale della pediatria richiamato in servizio sono intervenuti tutti gli specialisti rianimatori, neurochirurghi, ortopedici, chirurghi generali, chirurghi maxillo-facciali e tutto il personale a supporto.

“I soccorritori – scrive l’agenzia Ansa – hanno dovuto liberare nel più breve tempo possibile alcuni piccoli rimasti incastrati tra il vano motore dell’auto e la cancellata”.

Sul posto, per accertamenti, è giunto il procuratore che sta ascoltando i vari testimoni alla presenza della dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Mazzini di cui fa parte la scuola.

Sembrava un girone dantesco: quando siamo arrivati abbiamo trovato gente in lacrime in strada e il pianto dei bimbi che ci ha fatto fermare il cuore. Intorno a noi le ambulanze e le auto delle forze dell’ordine, le sirene. Siamo subito corsi dentro, facendoci largo tra i soccorritori, una scena spaventosa e surreale”. A dirlo, in lacrime, è stato un papà di uno dei circa 40 bambini della scuola dell’infanzia dove si è accaduta la tragedia.

“Ci hanno chiamato circa 45 minuti prima della campanella, intorno alle 14.30, per chiederci di venire a riprendere subito i bambini – racconta il papà – Non sapevamo cosa fosse successo ma, quando siamo arrivati sul posto, abbiamo cominciato a preoccuparci seriamente. Correndo abbiamo raggiunto l’ingresso. Ho visto un bambino che veniva caricato su una barella, non riuscivo a capire cosa stesse succedendo, ricordo quelle immagini con lucidità, le ho stampate bene impresse nella memoria”.

“Ma allo stesso tempo è come se avessi avuto un blackout, la testa era come paralizzata dalla paura. Cercavo disperatamente mia figlia, non la vedevo. Sono corso dentro e, fortunatamente, l’ho trovata sana e salva”, ha concluso il padre.

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